Bastava pagare 150 euro e il vaccino anti Covid, invece di essere inoculato finiva nel batuffolo di ovatta appoggiato sul braccio. Con questo escamotage tantissimi No Vax, compresi sanitari e dipendenti del ministero dell’Interno, obbligati a sottoporsi all’immunizzazione, avrebbero ottenuto il Green Pass senza vaccinarsi.
Questo è quanto contenuto in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – con divieto di espatrio – nei confronti di due persone, un 55enne operatore socio sanitario di Frattamaggiore, e un 40enne infermiere di Giugliano, ma residente a Mugnano. Entrambi gli uomini, in servizio presso l’Asl Napoli 1 Centro e distaccati per la pandemia all’hub vaccinale della Fagianeria al Bosco di Capodimonte, sono accusati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e falso in atto pubblico insieme ad altre 37 persone, tra sanitari e falsi vaccinati.
Secondo l’accusa, l’infermiere 40enne e l’oss 55enne avrebbero messo in piedi un sistema per reclutare i No Vax interessati ad ottenere il Green Pass, sotto pagamento di una somma di 150 euro.
In particolare, il primo avrebbe simulato l’inoculazione del siero anti Covid-19, mentre il secondo avrebbe reclutato gli interessati previa consegna di denaro per ciascuna vaccinazione, che spesso avveniva proprio fuori l’Hub Vaccinale. Grazie alla falsa attestazione di avvenuta somministrazione, i pazienti ottenevano il Green pass senza averne realmente titolo. I comportamenti illeciti sarebbero stati consumati tra il 7 novembre scorso e il 10 gennaio di quest’anno.
Tra i beneficiari ‘No vax’: imprenditori, professionisti, assistenti tecnico-amministrativi, dipendenti ministeriali e anche un’intera famiglia, genitori e figli che dopo la finta vaccinazione si sono, però, tutti contagiati. Nell’elenco c’è uno spaccato di mondo No Vax che, come evidenzia il giudice, appare mosso dalla «spregevole volontà di eludere, artificiosamente, il dovere giuridico e, in alcuni casi, quello civico» di vaccinarsi contro il Covid-19.
La truffa dei due sanitari è venuta alla luce grazie al personale dell’Asl 1. Il primo a segnalare è stato un medico che, il 27 novembre insospettitosi durante la seduta vaccinale dell’infermiere, ha immediatamente trasmesso una nota al dirigente, il quale il 29 novembre ha denunciato la vicenda al Nas.