Un caseificio situato in una zona sottoposta a vincoli ambientali, il coinvolgimento di fondi pubblici gestiti da Invitalia e un iter amministrativo considerato irregolare sono al centro dell’inchiesta che ha portato al divieto di dimora in Campania per Giovanni Zannini, consigliere regionale, e per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo.
Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, i vincoli ambientali sarebbero stati elusi per ottenere circa 4 milioni di euro in finanziamenti pubblici, parte di una richiesta complessiva di 13 milioni. Sono stati disposti il sequestro dello stabilimento produttivo e delle somme già erogate.
Le indagini, condotte dai carabinieri di Aversa, hanno interessato anche la Regione Campania. Alla Commissione Vinca del comune coinvolto sono giunte relazioni firmate da cinque professionisti, ritenute false.
Tra queste vi era una che indicava una distanza errata dell’impianto dal Sito Natura 2000 (620 metri), e un’altra che descriveva l’impianto come ancora da costruire, quando invece risultava già edificato. Alla fine, la Commissione ha stabilito che l’impianto non fosse soggetto alla Vinca, consentendo al Comune di Cancello e Arnone di emettere il documento conclusivo. Questo ha permesso ai Griffo di ricevere una prima tranche del finanziamento da Invitalia.
Il Giudice per le indagini preliminari, valutando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, ha ritenuto necessario adottare misure cautelari per prevenire la reiterazione del reato da parte di Zannini. Pur respingendo la richiesta della Procura di misure più restrittive come il carcere, il Gip ha deciso di tenerlo lontano dalla Campania.
A Zannini è contestato un intervento diretto a favorire l’ottenimento del finanziamento richiesto dai Griffo a Invitalia. La società, gestita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), aveva già erogato 4 milioni di euro, successivamente sequestrati insieme al caseificio. Per accedere ai fondi, gli imprenditori avrebbero dovuto presentare la valutazione di incidenza ambientale “Vinca”, richiesta anche in due note ufficiali del Dipartimento competente della Regione Campania nel 2022.