Dagli atti dell’inchiesta sugli appalti Consip, in cui sono coinvolti l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo e Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio, spunta anche il nome del figlio del governatore della Campania, Vincenzo De Luca.
Fra i retroscena emersi dai dialoghi fra Romeo e il suo consulente, l’ex parlamentare di An Italo Bocchino, ci sarebbero i discorsi sulla possibilità, per l’imprenditore napoletano, di entrare nell’editoria. Uno dei progetti riguardava l’Unità, lo storico quotidiano del Pci che, secondo la ricostruzione dei carabinieri del Noe, Romeo voleva rilevare allo scopo di ingraziarsi i vertici del Pd, a cominciare dall’allora premier-segretario Matteo Renzi. Dalle indagini si evince che Romeo avrebbe pensato anche ad un altro quotidiano, La Città, poi ceduto dalla Finegil a un altro gruppo. Di questa ipotesi, l’imprenditore avrebbe parlato anche con uno dei figli del governatore Vincenzo De Luca, che ha proprio a Salerno, dove è stato sindaco, la sua roccaforte.
Con Carlo Russo, imprenditore toscano amico della famiglia Renzi, invece Romeo avrebbe parlato di diverse questioni riguardanti la regione Campania. L’amico del papà di Renzi si sarebbe proposto come persona capace di mantenere rapporti con numerosi esponenti del Partito democratico, e avrebbe mostrato di aver conosciuto anche l’ex capo della segreteria di De Luca, Nello Mastursi: il braccio destro del governatore che fu costretto alle dimissioni dopo quell’inchiesta di Roma sui presunti tentativi di condizionare una nomina nella sanità coinvolgendo un giudice relatore nella procedura sulla legge Séverino. A Russo, Romeo avrebbe chiesto di mandare a De Luca (che non è coinvolto nell’indagine – ndr) un messaggio di amicizia e vicinanza anche in vista di possibili iniziative pubbliche in occasione del referendum.
L’inchiesta è stata condotta in coordinamento dalle Procure di Napoli e Roma. Nella capitale, nel fascicolo sulla scrivania del pm Mario Palazzi con il procuratore aggiunto Paolo Ielo, risulta indagato Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, per traffico di influenze nel filone sugli appalti Consip. Mentre a Napoli, i pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano hanno messo sotto inchiesta Romeo per corruzione ed altri reati.