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C’è un nuovo capitolo relativo alle vicende giudiziarie relative al Clan dei Casalesi e alla distribuzione del latte Parmalat (gestione Tanzi), dopo le assoluzioni scaturite dal secondo filone processuale i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Maurizio Giordano e Giuseppe Cimmarota, hanno deciso di impugnare il verdetto assolutorio innanzi alla corte d’appello partenopea. A differenza del primo processo, relativo ai rapporti tra Clan dei Casalesi e Parmalat, le cui condanne sono oramai definitive dal 2010, nel secondo processo gli imputati sono stati tutti assolti. Il collegio presieduto dal giudice Giovanni Caparco, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha assolto cinque persone: Nicola e Filippo Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria; l’imprenditore Adolfo Greco, che secondo l’accusa avrebbe fornito il proprio supporto ai Capaldo, dopo il sequestro dell’Euromilk (azienda su cui era focalizzato il primo processo che ha portato alle condanne); Antonio Santoro e Lorenzo Vanore, entrambi funzionari della Parmalat.

I giudici hanno anche disposto la restituzione delle quote sociali della società Santa Maria srl, con sede nella zona Asi di Carinaro. In pratica si cristallizza, salvo cambiamenti nei successivi gradi di giudizio, che dopo il 2003 non c’è stato più il monopolio del latte di Parma imposto a mano armata. La DDA di Napoli ha impugnato anche la restituzione delle quote sociali, sostengono che la nuova società sarebbe la continuazione della prima.

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Nel 2010 la Cassazione ha reso definitive le condanne relative al monopolio dei marchi Parmalat imposti dal Clan dei Casalesi in tutta la Campania. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1996 ed il 2003, quando ci furono 13 richieste d’arresto, tra le quali quella del superboss latitante Michele Zagaria, che ha avuto 13 anni di carcere, all’epoca 8 anni è stata la condanna per il nipote Filippo Capaldo, Carmine Mattuozzo e Vincenzo Cantiello, 10 anni di reclusione, per il boss Francesco Schiavone «Sandokan».

Nel 1999 il Clan dei Casalesi attraverso la società «Euromilk», arrivò ad assicurarsi il monopolio dei marchi di latte «Berna» e «Matese». Il Clan dei Casalesi guadagnava imponendo il suo monopolio a mano armata, ma l’incasso delle vendite insanguinate risaliva la penisola finendo a Parma e nel Parmense. Da dove nessuno ha mai pensato di chiedere almeno scusa.

Di sp