“Posso dire di aver trovato ipotesi di reati contro la pubblica amministrazione oppure reati economici, ma posso escludere di aver mai individuato, fino ad oggi in quelle carte, una sola qualificazione di 416 bis’’. E’ una delle risposte di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, durante la sua testimonianza nel processo Mafia Capitale. Cantone, chiamato sempre a dire una parola risolutiva su tutto quanto capita in Italia, questa volta con le sue dichiarazioni ,secondo molti, potrebbe smentire e andare a smontare l’accusa di una importante Procura, in un processo estremamente importante come quello di “Mafia Capitale”.
Una lettura delle sue parole che ha fatto scalpore e che lo stesso presidente dell’Anac contesta: “Sono rimasto esterrefatto: nella mia risposta non vi era alcun giudizio o valutazione di merito rispetto al lavoro che la Procura di Roma sta svolgendo”. E continua, sottolineando la sua esperienza decennale di magistrato anticamorra: “Il reato associativo, come il 416 bis, che conosco bene per la mia attività pregressa, non può emergere dalla lettura di un singolo atto o appalto. E l’Anac non è una autorità giudiziaria o di polizia”.