I partecipanti alle aste, attraverso minacce sarebbero stati obbligati ad abbandonare oppure a pagare una tangente. Molte le persone finite nella morsa della camorra, questo quanto è emerso dalle indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del commissariato di Afragola, che hanno notificato sei arresti in carcere e uno ai domiciliari ad altrettanti indagati.
Tra le aste finite sotto indagine, anche una tenutasi lo scorso 2 dicembre in uno studio professionale di Aversa, che andò deserta a causa delle minacce dei delinquenti che intendevano in questo modo far calare la base d’offerta. Il giorno dopo, il 3 dicembre, a subire le intimidazioni è stata una persona che aveva acquisito un immobile in un’asta presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
L’episodio più cruento invece, risale allo scorso 25 novembre quando gli estorsori hanno intimidito i partecipanti a un’asta in corso presso uno studio notarile di Napoli affinché desistessero, o in alternativa, versassero un prezzo per l’acquisto. Gli immobili si trovano in questo caso, tra Afragola e Casoria, popolosi comuni alle porte di Napoli dove, secondo la DDA, è presente il clan dei Moccia.
La persona aggiudicataria dell’immobile, che non aveva ceduto alle pressione degli estorsori, fu vittima di un vero e proprio attentato, compiuto prima con intimidazioni e poi con cinque colpi d’arma da fuoco esplosi contro il portone d’ingresso della sua abitazione. Il secondo concorrente, dopo le minacce, è stato costretto a versare 20mila euro.