Maria Teresa Giglio, mamma di Tiziana Cantone, la 31enne morta dopo la gogna mediatica scaturita dalla diffusione sulla rete dei suoi video hard, ha sporto una nuova denuncia alla Procura di Napoli.
L’esposto è frutto di un’indagine difensiva che si è avvalsa anche di una consulenza di esperti statunitensi, secondo cui sarebbero andati persi dati contenuti nel telefono cellulare e nel tablet della giovane, sequestrati dopo il suo decesso.
“L’Ipad – si legge – è risultato resettato e quindi cancellata e definitivamente persa ogni attività svolta da Tiziana Cantone su quel dispositivo” e “anche tutta la messaggistica via Whatsapp risulta mancante”. Inoltre l’Ipad sarebbe stato “resettato e manipolato con l’inserimento manuale di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini”. Infine, Maria Teresa dichiara: “All’interno dell’Iphone la sim telefonica non era quella originale usata da mia figlia, ma una copia bianca, vuota e mai utilizzata, non associata ad alcun numero telefonico”.
Grazie ai tecnici statunitensi sarebbero inoltre, stati individuati anche 103 IP di persone che avrebbero diffuso i video hot di Tiziana in quel periodo.
Al momento è in corso un processo nei confronti dell’ex di Tiziana, Sergio Di Palo, accusato di calunnia. Caduta invece l’accusa di istigazione al suicidio ipotizzata nei confronti di quattro persone destinatarie dei video hot ricevuti su una chat privata di cui erano membri.
Maria Teresa Giglio intanto, è fermamente convinta che sua figlia nel settembre del 2016 non si tolse la vita, poiché racconta: “Era felice, eravamo tornate da poco da un viaggio e stava trovando il suo equilibrio, nonostante quello che aveva subito.” Poi spiega: “Aveva da poco acquistato un bracciale on line che le doveva arrivare, chi si vuole suicidare non acquista cose che non potrà più ricevere.”
La donna ha chiesto di riaprire l’inchiesta e che sia disposta sul corpo della figlia l’autopsia, che all’epoca non fu eseguita.