Questa mattina è morto a 74 anni il superboss di Giugliano Francesco Mallardo, detto “Ciccio ‘e Carlantonio”.
L’uomo, assistito dall’avvocato Giampaolo Schettino, era malato da tempo. Era detenuto in regime di 41 bis a Parma, ma negli ultimi giorni era strato trasferito in una clinica sanitaria.
Mallardo era considerato uno dei tre pilastri dell’Alleanza di Secondigliano, che domina l’area nord di Napoli insieme al clan Contini e al clan Licciardi.
Il cartello camorristico si era consolidato anche a seguito dell’intreccio di rapporti di parentela tra i suoi esponenti di punta.
Il superboss, proveniente da una famiglia di agricoltori, dopo aver gestito per un breve periodo il contrabbando di sigarette, per anni è stato uno dei principali antagonisti della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.
Ha fondato il clan Mallardo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, insieme al fratello Giuseppe e al cugino Feliciano. La sua ascesa criminale fu motivata dalla vendetta per l’omicidio del padre Domenico, detto “Mimì ‘e Carlantonio”, contrabbandiere ucciso nel 1967 per ordine del boss rivale Alfredo Maisto. Dopo la morte di Maisto, i Mallardo eliminarono i suoi eredi, consolidando il loro potere a Giugliano.
Ciccio Mallardo con il cugino Feliciano, detto ‘o sfregiato, aveva puntato all’edilizia e al business delle transazioni immobiliari. Era dunque passato da una camorra ‘contadina’ a una camorra imprenditoriale, capace di ripulire rapidamente gli ingenti capitali provenienti dagli affari illeciti di due distinti gruppi, quello del Selcione e quello delle ‘Palazzine’.
Arrestato più volte, più volte si è dato alla latitanza.
Published and edited by Ester Pizzo