Oggi è stato interrogato Luigi Cesaro, deputato di Forza Italia, imputato per minacce ad una funzionaria del comune di Marano, la quale avrebbe rilevato irregolarità nei lavori del piano di insediamento produttivo.
Cesaro, alias “Giggino a’ purpetta” è accusato dai pm napoletani di minacce a pubblico ufficiale aggravate dal metodo mafioso. Secondo l’accusa il parlamentare, per assicurare ai familiari la gestione di alcuni capannoni industriali, avrebbe intimidito la funzionaria del comune di Marano, Paola Cerotto, la quale accorgendosi dei mancati collaudi non avrebbe voluto assecondare il politico, denunciando l’accaduto. L’inchiesta ha già portato in carcere i suoi due fratelli, Aniello e Raffaele. In una telefonata intercettata dai carabinieri del Ros, i due, in carcere per concorso esterno in associazione camorristica, avrebbero commentato: “Quella funzionaria passerà un brutto guaio”. Recentemente ad Aniello e Raffaele sono stati sequestrati beni per un valore di 70 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti i Cesaro avrebbero stipulato un patto con le organizzazioni criminali, per aggiudicarsi gli appalti degli insediamenti produttivi di Marano, riciclando i soldi sporchi del clan Polverino.
Secondo l’accusa inoltre, pressioni, falsificazioni di atti e minacce per manipolare le gare con la complicità di politici locali e colletti bianchi, sarebbero stato il modus operandi non solo a Marano con i Polverino, ma anche a Sant’Antimo con il clan Puca. Il pentito Ferdinando Puca, ha così accusato l’ex presidente della Provincia di Napoli: “Mi diede 10mila euro per comprare le schede elettorali”.
Ieri intanto, è stata ascoltata dai magistrati come persona informata dei fatti la segretaria di Luigi Cesario, Maria Femiano.
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