Svolta drammatica nel processo per l’omicidio di Giuseppe Dorice, il bimbo di 7 anni ucciso a bastonate a Cardito nel 2019. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha condannato la madre, Valentina Casa, a 30 anni di reclusione, ribaltando la sentenza di primo grado che le aveva inflitto solo 6 anni per maltrattamenti.

I giudici hanno accolto la tesi dell’omissione in omicidio, ritenendo che la donna non è stata una vittima terrorizzata, ma una complice morale. Pur avendo l’obbligo giuridico di proteggere i figli, rimase a guardare mentre il compagno, Tony Essobti Badre (già condannato all’ergastolo), massacrava il piccolo.

Decisiva la testimonianza della sorellina di Giuseppe, che sopravvisse fingendosi morta. Il suo racconto ha descritto una madre inerte, che non chiamò i soccorsi né tentò alcuna difesa. Per la legge, “non impedire un evento che si ha l’obbligo di impedire equivale a cagionarlo”: il silenzio di Valentina Casa è stato giudicato letale quanto i colpi di bastone.

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