Cipriano ChianeseCipriano Chianese, 65enne paretano, condannato il 15 luglio a 20 anni di reclusione dal Tribunale di Napoli per disastro ambientale e traffico di rifiuti con l’aggravante mafiosa, è stato arrestato venerdì pomeriggio a Parete dalla Squadra Mobile di Napoli, che ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Corte d’Assise di Napoli. Il provvedimento contro “il re dei rifiuti”, chiamato così per la capacità di trasformare l’immondizia in denaro, rientra nell’ambito del processo Resit, la discarica di Giugliano dove vennero smaltiti illegalmente tonnellate di rifiuti tossici.

Chianese, avvocato ed imprenditore, considerato il punto di riferimento del clan dei Casalesi per l’organizzazione e la gestione mafiosa del ciclo dei rifiuti, deve rispondere anche di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione ed avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Lo stesso provvedimento restrittivo è stato notificato anche nei confronti di Cerci Gaetano, 49 anni, affiliato al clan dei Casalesi, già detenuto per altri reati.

DISASTRO AMBIENTALE. PROCESSO RESIT: CONDANNATO A 20 ANNI L’AVVOCATO CHIANESE