Francesco Schiavone

Il boss del clan dei casalesi Francesco Schiavone, alias Sandokan, è gravemente malato. Il capo clan, detenuto al carcere duro dal 1998, ha un tumore. Tra pochi giorni saranno venti anni esatti dall’arresto eseguito della squadra mobile a Casal di Principe, dove Sandokan si nascondeva con la sua famiglia. Circa quattro lustri fa il boss Carmine Schiavone affermava: “Tra 20 anni moriranno tutti. Non credo che si salveranno gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno”, riferendosi al pericolo dei rifiuti interrati in “Terra dei Fuochi”, e adesso la malattia ha colpito uno dei boss.

Un racconto terrificante, che ebbe inizio alla fine degli anni Ottanta, quando il pentito ex-ragioniere del clan dei Casalesi svelò come le cave già all’epoca colme di rifiuti tossici, anche nucleari, provenienti dal Nord Italia e da tutta Europa, martoriavano la nostra terra.

Un affare che ha portato nelle casse dell’organizzazione criminale migliaia di miliardi di lire, gestito – come rivelò il pentito – dalla camorra con la collaborazione di politici locali, nazionali ed imprenditori, con l’appoggio di massoni della Loggia P2.

Intanto, mentre il clan si arricchiva la gente moriva, il terribile male infatti, ha ucciso negli anni tantissimi cittadini della nostra terra, molti dei quali in tenera età. I numeri record, determinati dal tasso di inquinamento causato proprio dall’azione scellerata del clan, unitamente alla notizia della condizione di salute di Sandokan, in queste ore sta muovendo l’opinione pubblica, in molti- anche sui social – stanno invocando la giustizia divina.