Un nuovo capitolo giudiziario si apre nella Terra dei Fuochi, dove le forze dell’ordine hanno svelato un presunto traffico illecito di rifiuti industriali. I Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Napoli e del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale partenopeo, su richiesta della DDA condotta dal procuratore aggiunto Michele Del Prete. L’inchiesta, avviata nel settembre 2024 dalla Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, ha portato all’emissione di otto misure cautelari a carico di due imprenditori e sei dipendenti di un’azienda di Castel Volturno specializzata nel recupero di scarti non pericolosi.

Le accuse provvisorie contestano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, ingenti quantitativi di fanghi provenienti da industrie conserviere venivano smaltiti direttamente su terreni agricoli abbandonati tra Castel Volturno, Cancello e Arnone e l’Aversano senza alcun trattamento preventivo. Subito dopo lo sversamento, i suoli venivano arati e seminati per occultare il materiale contaminante e riprendere apparentemente la normale attività agricola.

Il provvedimento ha disposto il divieto temporaneo di esercizio d’impresa per i due titolari e il divieto di dimora nella provincia di Caserta per i sei lavoratori dipendenti. Contestualmente, la magistratura ha coordinato il sequestro preventivo di circa 1,53 milioni di euro, oltre ai beni mobili e immobili della società, ai mezzi da trasporto e agli stessi terreni impiegati per gli scarichi illegali.

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