arresto carabinieri

Cinque persone sono state arrestate per un presunto traffico illecito di farmaci riconducibile al clan dei Casalesi. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero creato un business finalizzato al reperimento fraudolento di medicinali di classe “A” (farmaci essenziali e/o per malattie croniche, a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale) da destinare poi al commercio parallelo, sia in Italia che all’estero.

Tra gli arrestati ci sono tre uomini di Aversa, Grumo Nevano e Villaricca. Su richiesta del pm Dda Maurizio Giordano, solo il grumese è finito in carcere.

L’indagine è stata avviata dopo la retata contro i cosiddetti esponenti della Nuova gerarchia dei Casalesi, riconducibile alla fazione Bidognetti.

Oltre ai 5 arrestati (uno in carcere e 4 ai domiciliari) ci sono altre 8 persone indagate a piede libero, tra cui due donne, entrambe – secondo gli investigatori – sarebbero state destinatarie formali dei pagamenti degli acquirenti esteri dei farmaci, e avrebbero prelevato i contanti da consegnare al clan in cambio di 800 euro mensili.
Il gruppo sarebbe riuscito a entrare in possesso dei farmaci con due modus operandi: da un lato il rastrellamento illecito di medicinali da numerose farmacie situate in Campania, Lazio e Lombardia, utilizzando “ricette rosse” provento di furto presso ospedali e studi medici; dall’altro la compilazione di prescrizioni mediche a nome di ignari professionisti accreditati presso i S.S.R., per la somministrazione di farmaci di classe “A” (in totale esenzione di ticket) in favore di pazienti inesistenti o ignari; recupero dei medicinali, poi veicolati all’estero tramite vettori compiacenti e in totale assenza di qualsiasi attenzione alla corretta modalità di conservazione dei prodotti, con grave pericolo per la salute delle persone.
Da quanto è emerso i farmaci venivano rivenduti principalmente in Albania e Inghilterra, grazie ad un ‘Box express’ di proprietà di uno degli arrestati. I soldi ricevuti dagli acquirenti transitavano sulle PostePay dei membri dell’associazione criminale.

 L’indagine, fin dal 2017, anno di inizio, ha permesso di quantificare introiti illeciti pari a oltre 600 mila euro, con relativo danno al Servizio Sanitario Nazionale. Il traffico dei farmaci, sarebbe tra le attività più redditizie del sodalizio insieme al traffico d’armi e alle estorsioni.