
Sabato scorso, 14 dicembre, si è tenuto presso la Sala Convegni della Caritas di Aversa, la presentazione di “Alba di Fuoco” il nuovo romanzo di Alessandro Zannini.
Sono intervenuti il Vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, la Prof.ssa Maria Luisa Coppola, Presidente Serra Club Aversa e la Prof.ssa Anna Sgueglia, dell’IC de Curtis di Aversa.
“La narrazione si svolge tra il 1883 e il 1922, – ha raccontato l’autore – anni di nascita e di morte della protagonista. E’ la vicenda romanzata di una figura realmente esistita, Maria Teresa Coppola, la quale, sin da bambina si sente chiamata alla vita di contemplazione e di immolazione per il suo amato Cristo. Un desiderio che ha l’opposizione ostinata da parte dei familiari, ma al quale non rinuncia, fino a vincere la sua battaglia, riuscendo ad entrare nel monastero di clausura delle ‘Trentatrè’ di Napoli a 27 anni! Vittima riparatrice dei peccati del mondo, ben presto si ammalerà di Tisi e, dopo dieci anni, nonostante le cure di Giuseppe Moscati, poi divenuto Beato, si congiungerà al suo Signore.”
“Il romanzo – prosegue Zannini – è segnato dal percorso umano e spirituale della giovane suora, ma sono diversi i temi trattati: la condizione di estrema miseria delle popolazioni del Mezzogiorno, gli squilibri tra Nord e Sud d’Italia dopo il processo d’unificazione, la rassegnazione umana, l’assoluta mancanza di diritti per la donna”.
Nella gremita sala, anche l’artista internazionale Anna Maria Zoppi, autrice di “Abbraccio”, il dipinto scelto da Zannini per la copertina del suo romanzo. La tela, racconta l’artista casalese: “Potrebbe sembrare un abbraccio tra un uomo e una donna innamorati, ma in realtà va ben oltre quell’amore. È del ’97, ed io, già mamma di tre bambini, avevo il mio ultimo figlio che amava pasticciare con i colori. Un giorno gli misi una tela sul cavalletto e la tavolozza tra le mani e lo lasciai divertire, sedeva al mio fianco e così iniziai ad immaginare il suo profilo da grande… la mano iniziò ad andare da sola! Venne fuori un bellissimo abbraccio materno, in cui stringevo mio figlio da dietro e con lui guardavo l’universo. In quella tela aveva la mia stessa età, lo dipinsi già grande poiché speravo di poterlo abbracciare per anni fino alla sua maturità. Un desiderio avverato!”