
Proseguendo quella azione meritoria che la contraddistingue storicamente, l’Associazione “Convegni di Cultura Beata Maria Cristina di Savoia” di Aversa ha organizzato una interessante conferenza sul tema “Il bello e il sacro in un itinerario storico e artistico del settecento”. Alla presenza di un folto e qualificato uditorio Maria Lucia D’Amore ha introdotto l’incontro comunicando alle socie e ai presenti che il tema si inquadra nelle linee programmatiche indicate dalla Presidenza Nazionale per questo anno sociale 2023/24, che prevedono la trattazione: di tematiche sul “Patrimonio Artistico d’Italia: Rappresentazione storica e identità culturale”.
Riflettendo sul “secolo dei lumi”, la dinamica Presidente ha notato che con l’Illuminismo si realizza una sorta di “rimodulazione del rapporto tra l’arte e il sacro”, che comporta non solo una maniera diversa di guardare al bello ma anche una rivisitazione dei criteri di giudizio, ormai affidati ad alcune facoltà umane, quali sono sentimento, fantasia, intelletto e intuizione.
Quindi ha presentato la Prof. Anna Grimaldi, che da “storico dell’arte” ha analizzato un argomento di complessa attualità, diventato fondamentale per la conoscenza e la salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico monumentale, insistente sul nostro territorio specialmente dal versante ecclesiastico- conventuale.
Prendendo la parola, la relatrice, Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi L. Vanvitelli, ha affrontato la questione sia dal punto di vista dalla sua evoluzione storica in Italia che da quello riguardante la Città di Aversa. Partendo dalla famosa affermazione di Fedor Dostoewischi “la bellezza salverà il mondo”, l’ha collegata alla “pulcritudo Dei” di cui ci parla S. Agostino, che la intende come bellezza divina che, promanando dalla Grazia, si esprime nelle opere umane come armonia ed equilibrio.
Poiché in Italia si ritrova concentrata la più consistente quantità di bene artistici, la Costituzione ha giustamente stabilito la “tutela” del patrimonio artistico, che è il segno visibile della continuità della presenza della bellezza nella storia. Questo spiega perché, ha sottolineato la Grimaldi, nel ‘700, grazie alla scoperta di Pompei ed Ercolano ed alla affermazione di Winkelman per cui “per essere grandi dobbiamo imitare il passato, gli artisti, i filosofi e gli scrittori del tempo intraprendevano il “gran tour” in Italia con una tappa obbligata a Napoli. Citando una bella espressione di Papa Francesco, la professoressa ha ricordato anche che “la bellezza educherà il mondo “perché l’arte unisce Dio, uomo e creato in una sinfonia.
La seconda parte della dotta lezione è stata dedicata ad Aversa, perché è ormai acquisito il dato che non sono più soltanto i grandi attrattori ad interessare il turismo culturale ma anche i piccoli centri. Avendo un suo consistente patrimonio di beni culturali, una Città come Aversa si propone come meta di questo itinerario alla ricerca del bello e del sacro da contemplare attivamente. Dal momento che la Città dei Normanni, conosciuta anche come ” Aversa delle cento Chiese”, ha accumulato nel corso dell’ultimo millennio una grande presenza di edifici di culto, ivi compresi conventi e monasteri, bisogna pubblicizzarne l’esistenza per portarli alla luce. Perciò bene ha fatto Grimaldi, dopo averne illustrati tanti, a rivolgere un invito alle Associazioni Culturali operanti in Aversa a colmare il vuoto di iniziative specifiche, mettendo insieme le forze, non solo per andare a scoprire “il bene di Aversa “ma per farlo conoscere e valorizzarlo come merita. Questo va fatto anche con iniziative collegate al ‘700 musicale napoletano, che ha visto protagonisti riconosciuti sulla scena italiana ed europea i tre grandi musicisti aversani Cimarosa, Iommelli e Andreozzi.
Non v’ha dubbio che l’incontro organizzato dal prestigioso sodalizio delle “cristine”, impegnato in città da 35 anni, sia stato quanto mai opportuno non solo dal versante dell’Associazionismo ecclesiale ma anche da quello più propriamente socio culturale “tout court “. Impreziosita dalla brillante conferenza della Grimaldi, impegnata da oltre 15 anni in attività di studio e ricerca su temi di storia dell’arte e dei beni culturali, la serata può diventare un’ulteriore spinta alla valorizzazione del patrimonio culturale aversano. Il grande lascito trasmesso dagli antenati attende un impegno concreto delle Istituzioni come segno di ri-conoscenza, al fin che sia proposto per un ri-uso funzionale dei tanti contenitori, che, da negletti e abbandonati, diventino nuova linfa per la “citta’ futura”.
Giuseppe Diana