Il 27 gennaio, presso il Liceo “N. Jommelli” di Aversa, è stato celebrato il Giorno della Memoria, per ricordare la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe dell’Armata Rossa. Numerosi sono i ragazzi e le ragazze intervenuti all’evento, che hanno voluto dare il proprio apporto, contributo e sostegno, per mostrare la loro vicinanza al dolore e combattere ogni forma di violenza, vessazione, discriminazione, brutalità.
Attraverso diverse forme di arte, dal disegno alla pittura, dal ballo al canto, dalla rappresentazione teatrale alle videoproiezioni e con esibizioni musicali, i ragazzi hanno voluto mostrare la loro idea del “combattere l’odio” in ogni sua forma. «Oggi grazie alla Preside ed ai nostri Professori, abbiamo avuto l’opportunità di affrontare una tematica molto importante, il Giorno della Memoria e la Shoah» – afferma Federica studentessa del Liceo “N. Jommelli” e prosegue – «abbiamo analizzato, in particolare, l’aspetto del totalitarismo e le sue origini, soffermandoci sull’aspetto filosofico e sulla figura chiave di Hannah Arendt». «Un atteggiamento errato posto in essere, spesso, dai nostri coetanei è quello di pensare a tali brutalità come fatti lontani, ormai passati, che non possono toccarci» – racconta Enza, altra studentessa – «niente di più sbagliato, oggi vengono perpetrate altre forme di violenza, altri massacri, in luoghi diversi del pianeta, che si combattono in modo diverso, con armi diverse, ma il risultato è pur sempre lo stesso, devastazioni, morti innocenti e crimini contro l’umanità».
Durante la manifestazione, alcune studentesse, mediante una finzione teatrale, hanno inscenato una intervista, con tanto di giornalista, microfoni e telecamere. La persona intervistata è Ida Marcheria matricola: 70412 deportata all’età di quattordici anni nei campi di Birkenau-Auschwitz e vi resterà per due, sopravvissuta, decise di trasferirsi a Roma, dove aprì una cioccolateria, simbolo di rinascita e luogo di ritrovo per i deportati scampati alla Shoah. Ha raccontato la sua drammatica storia in “Auschwitz e la cioccolata”. E’ stato, inoltre, girato un video – documentario, all’interno del parco dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario, per ricostruire, attraverso delle particolari inquadrature, alcune scene vissute dai deportati, le più significative sono state vivere dietro delle reti e filo spinato e il fumo nero tipico dei forni crematori, per l’unica “colpa” di essere ebrei. Alcuni studenti hanno, poi, spiegato, tecnicamente e sulla base scientifica, anche grazie all’ausilio di slide e video proiettore, le modalità con cui venivano uccisi i deportati, utilizzando, tra l’altro, il monossido di carbonio. L’iniziativa del Giorno della Memoria, è stata proposta dalla Commissione Biblioteca con i Docenti dell’istituto.