Guercino PiacenzaL’Assunta del Guercino recentemente scoperta nella Chiesa di San Francesco ad Aversa verrà presentata in un convegno a Palazzo Farnese di Piacenza, dove dal 4 marzo al 4 giugno si terrà una rassegna delle opere del grande pittore. Non è da escludere che per l’occasione la pala d’Altare potrebbe essere chiesta in prestito. L’Assunta è stata ritrovata grazie agli studi di Massimo Pulini, il quale da anni si occupa del famoso pittore di Cento e che attualmente è anche assessore del Comune di Rimini. «Da almeno mezzo secolo – spiega Pulini alla stampa – non si ritrovava una pala d’altare attribuibile al Guercino, ancora conservata nello spazio per cui venne realizzata. Prima il ritrovamento con la consultazione di un archivio fotografico, poi una volta risalito alla chiesa, la verifica della corrispondenza con le note di registro che appaiono nel Libro dei Conti, redatte di pugno dall’artista, dopo la morte del fratello Paolo Antonio Barbieri nel 1649. In questo quaderno, strumento unico e prezioso per la filologica ricostruzione dell’attività del Guercino, l’opera viene citata nel soggetto Madona Asunta in Cielo, nella destinazione per Napoli, e l’intermediario del committente, Enrico Sampieri. Stupisce – afferma Pulini – che di un dipinto di tale bellezza e qualità, si sia persa traccia del suo celeberrimo autore. Sorprendente poi, il grado di conoscenza della produzione pittorica di Guercino, che la storiografia del Novecento può vantare. Grazie al Libro dei Conti, si può dire che il Guercino sia il pittore del Seicento più ricostruito». Dopo la scoperta della tela che erroneamente veniva attribuita al pittore Bernardo Cavallino ad Aversa si è precipitato anche Vittorio Sgarbi, il quale ha confermato la scoperta. Intanto mentre le intelligenze aversano tacciono, oltre che da Piacenza un particolare interesse arriva dalla più vicina Caserta «Se il Guercino ritrovato, su cui Vittorio Sgarbi ha acceso l’interesse, ha bisogno di un restauro e al momento non si sa come finanziarlo, la Reggia può dare una mano» – ha detto il direttore del Palazzo Reale – «si potrebbe esporre l’opera nella prima sala degli appartamenti reali e fare una colletta (crowdfunding)», suggerisce Felicori. «Credo che con 680mila visitatori – dice il manager bolognese – si farebbe presto a raggiungere i 100mila euro. Non so se basteranno, ma altri finanziatori come le banche potrebbero unirsi, e per tutti ci sono poi i vantaggi dell’art bonus: lo Stato ti rende il 65% di quanto doni, e vale anche su Irpef».