
La Diocesi di Aversa possiede un inestimabile patrimonio di organi a canne che, siano essi storici o moderni, sono presenti in chiese e monasteri, abbazie e conventi. Anche la Basilica di San Lorenzo in Aversa è dotata di un organo a canne del secolo XVI, che si può ammirare nel presbiterio in tutto il suo attraente splendore. Dopo essere stato restituito alla sua bellezza sonora ed artistica, è stato benedetto e inaugurato nella ricorrenza della Festività 2024 di Santa Cecilia Patrona della musica. Si tratta di uno strumento musicale funzionante a trasmissione elettromeccanica con un complesso fonico di ben 2790 canne dalle distinte qualità foniche. Realizzato nel 1931 dei fratelli Celestino e Luigi Babiani di Milano, dopo varie vicissitudini, è stato acquistato dal parroco Don Ernesto Rascato dalla ditta Michelotto di Michelotto Francesco per dotare finalmente la chiesa abbaziale di uno strumento adatto alle esigenze liturgiche e culturali, proporzionate alle maestose dimensioni della basilica di San Lorenzo fuori le mura.
Non che negli anni precedenti la chiesa ne fosse priva, perché già alla Vigilia del Grande Giubileo del 2000 l’organo Tronci, risalente al secolo XIX e costruito a trasmissione meccanica dal nel 1875, unico vero tesoro della scuola pistoiese in Campania. Già collocato nella navata centrale, aveva fornito un adeguato servizio liturgico, secondo lo spirito di partecipazione indicato dalla riforma conciliare, che invitava a suonare per elevare gli animi a Dio e alle cose celesti. Ma si doveva assicurare alla comunità uno strumento con un complesso fonico dalle distinte qualità, utili per l’esecuzione di una vasta e svariata letteratura organistica, che accompagnasse in maniera più che degna le funzioni liturgiche della monumentale chiesa.
Il restauro si inserisce in maniera aderente alla tradizione musicale e organaria della Diocesi di Aversa che, a tacer d’altri, ha visto nascere, vivere ed operare nel suo territorio musicisti di chiara fama mondiale come Andreozzi, Cimarosa, Iommelli, Parmeggiano, Ruta e Grammatico, oltre che il famoso Donato del Piano di Grumo Nevano. Ben ha fatto perciò monsignor Rascato a pubblicare, a futura memoria, un libretto che, finito di stampare nel novembre 2024 da A.C.M.S p.a. di Torre del Greco, illustra con dovizia di belle foto e particolari significativi, non solo i due organi ma anche le fasi del montaggio della cassa armonica e delle canne restaurate, la consolle e le tastiere. Dotato di un’Appendice sulla disposizione fonica del monumentale organo, le patinate pagine fanno conoscere il manuale dell’organo positivo, quello del grande organo e dell’organo recitativo espressivo, oltre alle unioni e accompagnamenti, senza tralasciare pedale e basseria.
Questo “sogno diventato realtà“ è stato tenacemente voluto da monsignor Rascato, che si è avvalso del generoso sostegno dei fedeli dell’incoraggiamento dell’Associazione Amici dell’Abbazia di San Lorenzo, con la campagna “Adotta una canna“, assicurando un bene prezioso a quella imponente struttura architettonica, costruita dalla principessa Urrifrida intorno al 1050. Inoltre l’intervento restaurativo realizzato dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana-fondo 8 × 1000-è stato sapientemente e professionalmente eseguito a regola d’arte con la consulenza del Maestro monsignor Vincenzo de Gregorio, Presidente del Pontificio Istituto di Musica Sacra, su progetto preventivo approvato dalla Soprintendenza di Caserta e Benevento.
Dal momento che l’organo da sempre- e con buona ragione- è denominato “il re degli strumenti musicali“, opportunamente il testo celebrativo prende l’abbrivo da una riflessione di Benedetto XVI, che ricorda come, secondo la Sacra liturgia del Concilio Vaticano Secondo, il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria e integrante della liturgia solenne. Inoltre è bene sottolineare, anche che l’organo a canne di San Lorenzo è stato fatto costruire e restaurare solo “ad maiorem Dei gloriam“ e per accompagnare la solenne Liturgia del popolo di Dio, onde elevare spiritualmente e artisticamente l’intera comunità ecclesiale. Perciò l’auspicio di tutti i frequentatori della magnifica basilica, davvero grandiosa, è che, attraverso la liturgia arricchita dall’armonia dei luoghi del canto solenne, siano guidati alla gioia della fede.
Giuseppe Diana