(Occhio fuori regione) Ci sono luoghi dell’opulento Nord Italia dove non si dimentica quando un tempo eravamo “noi” ad emigrare in massa in cerca di fortuna, sull’Appennino Parmense, a Tarsogno, da quasi 18 anni esiste il Museo dell’Emigrante, l’allestimento e la progettazione sono stati curati a suo tempo dall’architetto Mario Ghiretti. Poco distante c’è la statua del ”Bestraiau”, un’opera dell’artista Ido Armani, l’ha realizzata in pietra arenaria del Monte Zuccone, rilievo incuneato tra il Parmense e la Liguria, essa è stata usata dallo scultore per testimoniare un legame alle proprie radici di tutti coloro che da quei luoghi nel passato, per lo più agli inizi del secolo scorso, sono emigranti per il mondo lasciando per sempre i loro affetti portando con sè solo un povero bagaglio. Le mete dove iniziare una nuova vita erano principalmente: Londra, nel quartiere Soho, New York, nel Greenwich Villane, a Little Italy, Long Island oppure Astoria. Numerosi hanno preferito anche San Francisco,  l’Argentina, il Canada e la Svizzera. Oltre al povero bagaglio materiale fatto di poche cose, portavano con loro la religiosità e le tradizioni legate ai santi venerati in questo estremo angolo di Emilia Romagna. Nel Museo dell’Emigrante di Tarsogno sono esposte circa 300 fotografie di emigranti, oggetti di vario tipo che ricordano quell’esodo silenzioso, alcune valigie di cartone, bauli con il corredo più bello, abiti dell’epoca e altri effetti personali.  Il Museo è aperto da luglio a settembre il venerdì, il sabato  e la domenica dalle ore 16.00 alle 19.00, in agosto tutti i pomeriggi dalle ore 16.00 alle 19.00.

Salvatore Pizzo