All’anagrafe Ciro Adorato, divenuta Valentina perché come lei stessa dichiarò: “Io ho sentito di essere donna sempre. E non l’ho mai nascosto dall’età di 13 anni”, è stata stroncata da un tremendo male, con cui conviveva da molto tempo e che l’aveva consumata fino a costringerla ad allontanarsi dal pubblico e dal palcoscenico. Voleva che i fan la ricordassero bella, come ai tempi del suo hit neomelodico a cui doveva anche il nome d’arte, oltre alla parodia di Rosalia Porcaro che l’aveva trasformata nel personaggio di Natasha e portata sulle reti nazionali.
Divenuta celebre per le sue canzoni, e per il suo modo di sdoganare i trans dall’idea delle drag queen, Valentina oltre ai pezzi musicali, di cui resta memorabile “Ok”, in cui si raccontava senza pudori, ha lavorato con Eugenio Bennato a teatro, ha collaborato con Leopoldo Mastelloni, e ha partecipato a “Passione” di John Turturro.
La notizia della sua morte è stata data ieri da Alberto Selly, cantante neomelodico e suo amico. I funerali si terranno domattina, alle 10.00 a Parete.
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