
Avviati in Campania i saldi estivi che partiranno domani anche in tutte le altre regioni. Le vendite estive rappresentano da sempre il momento per le spese soprattutto delle famiglie, anche se purtroppo nell’ultimo decennio si è ridotta notevolmente la quota destinata a questo tipo di acquisto, a causa delle difficoltà nel reggere un bilancio familiare condizionato da un calo del reddito disponibile.
L’Ufficio Studi di Confcommercio ha stimato che ogni famiglia in media spenderà 237 euro per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo, per un valore complessivo di 3,7 miliardi di euro.
L’aspettativa dei commercianti è che per l’estate 2014 i tanto discussi 80 euro di bonus Irpef incentivino in qualche modo all’acquisto. Lo ha affermato recentemente anche Renato Borghi -presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio – “Ci auguriamo che il bonus di80 euro, di cui hanno beneficiato 10 milioni di italiani, contribuisca a dare una scossa ai consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi”.
La speranza si fonda sulla leggera crescita di fiducia generale, nel miglioramento sociale ed economico italiano, registrata dagli ultimi sondaggi. Quest’anno le riduzioni saranno particolarmente significative, con sconti mediamente superiori al 40%.
Confcommercio ricorda alcuni principi per il corretto acquisto degli articoli in saldo: la possibilità di cambiare il capo dopo l’acquisto è lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, se ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione della somma pagata. Il compratore è però tenuto a denunciare il difetto dell’articolo entro due mesi dalla data della scoperta del vizio. Per quanto riguarda le carte di credito, devono essere accettate per i pagamenti da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione, e gli articoli proposti in saldo devono avere carattere stagionale ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi non appartenenti alla stagione in corso. Infine, ogni negoziante ha l’obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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