L’imprenditore 55enne napoletano Mario Loffredo, era giunto quasi alla realizzazione del “Montecarlo poker tour” con alcuni tra i più influenti uomini d’affari del Principato di Monaco, ma dopo tante energie profuse ha visto il suo progetto andare in fumo. La vicenda inizia per Loffredo nel 2007, quando insieme a un socio elabora un nuovo progetto di sviluppo di poker on line, la piattaforma suscita subito l’interesse di Stephan Morandi, un uomo d’affari monegasco che propone un accordo per realizzare l’evento ‘Montecarlo poker tour’ insieme a diversi casinò e alla Sbm.
Per Loffredo rappresenta un sogno che sta per realizzarsi, la sua idea aveva conquistato l’attenzione perfino del principe Alberto che per molto tempo frequenta per via delle trattative. Ma dopo aver preso accordi con il figlio di Ranieri e Grace Kelly, improvvisamente l’imprenditore napoletano vede il suo sogno sgretolarsi, allorquando il Principato decide di non concedere più l’autorizzazione governativa. L’accordo fra la società di Loffredo e la Sbm, (secondo la tesi dell’imprenditore e che dovrà essere accertata dal giudice) viene senza alcuna spiegazione considerato privo di valore, mentre la cassaforte monegasca sigla un’intesa per una piattaforma analoga con il colosso francese Betclic.
Loffredo così decide di rivolgersi alla magistratura, denunciando prima per truffa sette persone attualmente sotto processo a Como, e poi portando davanti al giudice anche il principe Alberto di Monaco. Il 55enne napoletano ha chiesto un risarcimento di danni pari a 75 milioni di euro, somma che ritiene aver perso durante tutto il periodo di stesura del progetto e del contratto, e chiede attraverso i suoi legali il sequestro delle quote della società francese Betclic Everest Group possedute da Sbm.
Il processo penale, che non tocca il sovrano monegasco, riprenderà a novembre, mentre la prima citazione in sede civile nei confronti di Alberto di Monaco è stata respinta dal Principato, per la norma che prevede che un capo di Stato non possa essere chiamato in giudizio. I legali dell’imprenditore napoletano, nonostante ciò hanno rinnovato la citazione ritenendo che Alberto non abbia agito nella vicenda in qualità di capo di Stato. La prima udienza è fissata presso il Tribunale di Napoli Nord di Aversa mercoledì prossimo.
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