La Casa delle Cultura di via Lennie J. Tristano ha due facce: quella ufficiale, di rappresentanza, realizzata all’interno della struttura centrale dell’ex macello e quella ufficiosa rappresentata dalle strutture laterali che formano il perimetro del complesso in cui sono ospitati la Croce Rossa Italiana, il centro Yalla che da assistenza agli immigrati, il Centro antiviolenza Noemi e l’appena inaugurato Museo Civico Militare.

Tutte realtà di alto significato civile collocate all’interno di locali che necessitano di un intervento, quanto meno, di messa in ordine essendo evidenti i segni di decadimento. Basta un giro per rendersene conto essendo ben visibili i segni del degrado prodotto dalle intemperie e dall’abbandono a carico di pareti, infissi e locali utilizzati come depositi che presentano evidenti danni. Sono causati dall’infiltrazione dell’acqua, non dal tetto, che è stato oggetto di un intervento di impermeabilizzazioni effettuato nel gennaio scorso ma dall’esterno per un problema tecnico legato alle pendenze che consentirebbero l’ingresso, all’ interno sia dell’acqua usata per l’innaffiamento delle aiuole sia di quella piovana che sarebbe scarsamente smaltita dell’impianto fognario. C’è poi l’inefficienza dei servizi igienici, segnalataci, in particolare, da utenti di sesso femminile e da diversamente abili. Pur presenti, i servizi sarebbero di fatto quasi inutilizzabili, specialmente se ve ne fosse necessità in orario pomeridiano o serale. Perché sarebbero tutti sforniti di carta igienica e sapone, indispensabili per garantire l’igiene personale degli utenti, e carenti quanto ad illuminazione. Due su tre di quelli femminili sono sprovvisti di illuminazione che manca in uno su tre di quelli maschili. Quanto al servizio per diversamente abili, in fatto di efficienza e funzionalità, le cose stanno anche peggio perché è ermeticamente chiuso, obbligando gli utenti a fornirsi di chiave per poter accedere. Un tempo ricerca che costringe ad una attesa che potrebbe essere fatale in caso di urgenza. Per una struttura la cui sale, stando a quanto fu comunicato attraverso la stampa lo scorso gennaio, sono state oggetto di lavori di impermeabilizzazione e che sarebbe dovuta essere oggetto di ulteriori lavori di manutenzione, oltre che di tinteggiatura, per trasformarsi nel “cuore pulsante della città” si ha la sensazione che i buoni propositi siano stati dimenticati.
ANTONIO ARDUINO

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