"E’ una manovra inevitabile, pesante, ma i tagli vanno fatti con rigore vero. Non si può partire dall’abolizione delle province, poi passare a dieci, poi a cinque, poi sanatorie per tutti. Credo che se si era partiti bene si sta finendo peggio". Lo ha detto il leader dell’Udc. Pierferdinando Casini, alla festa nazionale della Cisl a Levico Terme (Trento)."Sulla manovra – ha spiegato Casini – abbiamo le idee chiarissime. Andava fatta con maggiore rigore e soprattutto con una prospettiva riformista sia sul tema previdenziale che sulle liberalizzazioni, ma anche sulle grandi questioni fiscali che sono ineludibili. In Parlamento noi faremo degli emendamenti seri a questa manovra, che possano pungere: dall’abolizione delle province, che va recuperata, al tema delle rendite finanziarie, che vanno tagliate per gli speculatori”. Il leader dell’Udc parlando del ruolo del sindacato ha anche detto: ”La Cisl ha dimostrato in questi anni che si può fare sindacato senza avere dei nemici, ma degli interlocutori. Il nostro Paese a forza di avere dei nemici va nel baratro, non si può andare avanti senza dialogo utile sempre a prendere una decisione comune. Costruire il dialogo pensando che le divisioni aiutino a perpetrare se stessi, non fa i conti con i problemi dell’Italia”.