In Italia ci sono 413 persone in carcere le quali rimangono lì pur avendo finito la pena, sono malati o ex malati di mente che restano detenuti perchè non hanno o nessuno che li accolga. Trovata una soluzione solo per 300

Sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 2 del 04 gennaio) è stato pubblicato l’accordo stipulato lo scorso 26 novembre dalla conferenza unificata (governo, regioni, enti locali), relativo alla definizione di specifiche aree di collaborazione e gli indirizzi di carattere prioritario sugli interventi negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e nelle Case di Cura e Custodia (CCC). Una decisione che riguarda anche l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa: le regioni si impegnano a raggiungere l’obiettivo di circa 300 dimissioni entro la fine del 2010, mediante un piano tra loro coordinato da avviarsi entro due mesi dall’approvazione, ciò utilizzando anche le risorse a loro disposizione. Relativamente alle persone che attualmente si trovano negli Opg è emersa un’amara realtà, dalla Conferenza Unificata emerge che: “Sulla base di una ricognizione condotta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) risulta che nel mese di giugno 2009 vi erano negli OPG, 399 internati maschi e 14 donne dimissibili, in regime di proroga per mancanza di alternative all’esterno”. In Italia ci sono 413 persone in carcere le quali rimangono lì pur avendo finito la pena, sono malati o ex malati di mente che non hanno casa o nessuno che li accolga. Un dato assurdo indegno di un paese civile, su questo giornale già era stato fatto notare. Il Ministero della giustizia (Dipartimento dell’Amministrazione pentitenziaria) si impegna ad inviare gli internati agli OPG secondo i bacini di utenza in base ad una ridefinizione prevista dallo stesso accordo, secondo il quale ad Aversa potrà arrivare utenza maschile proveniente dalle seguenti regioni: Campania, Abruzzo, Molise e Lazio.

Salvatore Pizzo