Hanno patteggiato quasi tutti pene che si aggirano intorno ai due anni di carcere gli esponenti del Clan dei Casalesi attivi in provincia di Modena, i quali in particolar modo si dedicavano alla gestione di circoli privati dove si praticava il gioco d’azzardo. Davanti al giudice per l’udienza preliminare sono comparse nove persone. In particolare durante le indagini è emerso che cinque affiliati al sodalizio criminale,
con l’aiuto di due agenti polizia penitenziaria riuscivano a comunicare persino dall’interno del carcere di Modena con i propri complici: potevano disporre persino di telefoni cellulari. Addirittura uno dei due agenti sarebbe stato socio di affiliati al Clan dei Casalesi nella gestione di un locale a Carpi che, come un altro locale a Sassuolo, era stato dato in gestione ad una 25enne rumena ritenuta legata ad Antonio Noviello 34 anni di Casal di Principe (già detenuto arrestato qualche settimana fa).
s.p.