I bravi cristiani di CL per far assumere i clienti dei corsi universitari, vorrebbero che non si stabilizzassero coloro lavorano da anni con contratti a termine

Sono cattolici ma a quanto pare a quelli di “Comunione e Liberazione” non interessa nulla delle migliaia di persone sfruttate nelle scuole italiane, con contratti a termine prorogati di volta in volta, in qualche caso anche per più di 10 anni. Vorrebbero mandarli semplicemente per strada. Gente il cui lavoro permette tutti i giorni alle scuole di esistere, eppure c’è chi contesta il fatto che il Ministero li assuma a tempo indeterminato, attingendo dalle graduatorie (per titoli) in cui questi docenti sono inseriti da anni. Francesco Magni, presidente degli universitari ciellini il CLDS (Coordinamento Liste per il Diritto allo studio), durante il meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, ha attaccato duramente il Ministro Gelmini sul nuovo reclutamento dei docenti e del Tfa (Tirocinio formativo attivo). Precedentemente, nei giorni scorsi, altri due personaggi di CL avevano attaccato le assunzioni, il deputato Maurizio Lupi e l’europarlamentare Mario Mauro, anche loro volevano far assumere quelli che hanno pagato le Università per frequentare corsi. Secondo Magni si starebbero tutelando soltanto i vecchi precari, coloro che l’abilitazione l’hanno già ottenuta, tagliando fuori le nuove generazioni. Per accontentare loro si dovrebbe tagliare la generazione prima, un concetto cristianamente sui generis. L’esigenza della stabilizzazione del personale che lavora da anni evidentemente non interessa ai “ciellini”. I giovani di CL, anziché occuparsi oratori e sacrestie, spingono per cacciare via dalle scuole migliaia di padri e madri di figli in attesa da anni di essere stabilizzati, per far spazio a giovani clienti delle università che organizzano corsi. Un affare che oggi non ha mercato, semplicemente perché sono migliaia i precari storici ancora “non di ruolo”. A giovani di CL ha dato man forte anche Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e fondatore della Compagnia delle Opere, chiedendosi se fosse giusto “assumere i precari e sbarrare le porte ai giovani”. Fortunatamente non tutti i cattolici sono tifosi di questa tesi, dalla Cisl Scuola, sindacato a prevalenza cattolico, è arrivata questa puntualizzazione: “Chi è in graduatoria non merita di passare per privilegiato, quando ha magari davanti a sé ancora anni e anni di attesa. Chi attende di abilitarsi deve poterlo fare ed avere presto la sue opportunità di concorrere al lavoro nella scuola.”

Salvatore Pizzo