Prosciolto perché il fatto non sussiste, lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare in riferimento a Giacomo Caterino, un consigliere provinciale di San Cipriano d’Aversa, iscritto all’Udeur, che l’8 giugno del 2007 fu incarcerato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che determinò l’arresto, tra gli altri, anche di Sandra Lonardo moglie dell’ex guardasigilli Clemente Mastella,
che per quei fatti si dimise provocando la fine del governo Prodi. Caterino fu anche sottoposto alla custodia cautelare su ordinanza del gip di Santa Maria Capua Vetere Giuseppe Meccariello. Le accuse a vario titolo contestate, a seconda delle posizioni, ai vari indagati erano: associazione per delinquere, turbativa d’asta, corruzione, tentativo di concussione e falsità ideologica. Furono arrestate anche altre sei persone, i Pm ipotizzavano una gestione poco limpida dell’ente Provincia di Caserta. Dopo questo proscioglimento Clemente Mastella commentando le recenti inchieste di tangentopoli, e lamentando una diversità di trattamento con gli indagati di oggi in particolare con il partito di Di Pietro, ha detto ad Aldo Cazzullo del Corriere della sera: "Intanto, proprio in questi giorni, il mio consigliere provinciale a Caserta, Giacomo Caterino, da cui è partita tutta la vicenda delle intercettazioni, uno che si è fatto venti giorni di galera e tre mesi ai domiciliari, è stato prosciolto dal gup. Lui stesso ha detto a un quotidiano locale: "Se non fossi stato amico di Mastella non avrei avuto questi problemi, è Mastella che volevano fregare"".

Di red