La cattiveria ed il cinismo della politica la quale per giustificare i risparmi che vuole far gravare sulla scuola italiana non hanno limiti, ipocritamente viene chiamata “riforma Gelmini”, ma è il semplice e puro taglio di 132.800 persone, che oltre a ridurre il servizio scolastico, provoca anche effetti di questo tipo: un quarantenne docente, precario da 10 anni, che quest’anno lavora nelle scuole della provincia di Forlì e Cesena come assistente di laboratorio, dopo ben due lustri è stato cacciato dalle scuole dove lo stato peggio del più sanguisuga dei datori di lavoro, lo ha tenuto senza mai stabilizzarlo.
Adesso l’uomo, Euristeo Ceraolo, 40enne calabrese, ogni mattina deve aspettare qualche supplenza breve nella speranza di lavorare. Negli ultimi tempi, ha vissuto in tenda o è stato ospite presso qualche collega, poi ha chiesto aiuto alla Caritas di Forlì. Il prossimo 16 ottobre termineranno i pochi giorni di supplenza che gli sono stati dati, In attesa di una nuova chiamata. Intanto i precari hanno annunciato la prossima manifestazione a Napoli il 30 ottobre. Dicono che non ci sono soldi per il personale, poi tra qualche mese spenderanno milioni di euro attraverso un ente che si chiama Invalsi, vorranno che questo organismo valuti le scuole italiane, le stesse che progressivamente sono messe in difficoltà dai politicanti che hanno messo in piedi un carrozzone di questo tipo, ciò mentre i docenti sono trattati come persone che hanno avuto la colpa di diventare insegnanti.
Salvatore Pizzo