”Voglio ringraziare i dipendenti dell’Hotel Romeo e le forze dell’ordine per la prontezza di reazione che hanno avuto in merito ai gravi fatti di questi ultimi giorni. Sono episodi dannosi, non solo per l’immagine di un albergo super lusso, ma anche per i suoi dipendenti e per il prestigio della città. Mi auguro che non abbiano nulla a che fare con il mio caso giudiziario, perchè non sarebbe corretto coinvolgere e mettere a rischio anche la vita di persone che sono totalmente estranee a questa vicenda.
Per questo voglio nuovamente ringraziare i dipendenti per la fiducia e il rispetto che continuano a manifestare”. Lo ha detto l’imprenditore di Cesa Alfredo Romeo, dopo un falso allarme bomba di martedì ed il principio di incendio verificatosi il giorno successivo in un tunnel che collega il suo albergo in via Colombo a Napoli con un deposito in via Traversa Leone. Romeo se la prende con i giornali e dice: ”Un colpevole di tutta questa vicenda però c’è e credo che siano i mezzi di informazione: se i media non avessero già messo in atto il processo e la sentenza sulla mia vicenda giudiziaria, tutto questo, molto probabilmente, non sarebbe successo. Ribadisco quindi quanto già ho affermato il giorno della richiesta da parte dei pubblici ministeri: mi auguro che adesso la fase di difesa abbia lo stesso spazio dell’accusa e che le società della Romeo siano tenute fuori da questo circuito, essendo la questione solo ed esclusivamente personale. I dipendenti del gruppo non c’entrano nulla con tutto ciò e non possono ogni giorno vivere nell’angoscia del proprio posto di lavoro”. Alfredo Romeno è indagato nell’inchiesta Global Service, per la quale è stato anche arrestato, condotta dalla Procura di Napoli, che per una storia di delibere e appalti (non conferiti) ha coinvolto anche vari politici, tra cui Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd).

Di red