Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha sospeso l’asta per la vendita dei beni dell’imprenditore Roberto Battaglia, che dopo aver denunciato un comportamento usurario nei suoi confronti ha fatto arrestare cinque persone ritenute vicine al Clan dei Casalesi. Battaglia nei giorni scorsi si era incatenato per protesta ieri davanti alla Prefettura di Caserta ed aveva cominciato lo sciopero della fame.
Tra coloro che nel 2008 fece arrestare con la sua denuncia, c’è anche il cugino del superboss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”. L’asta si doveva svolgere il 9 febbraio. Il rinvio è stato possibile anche grazie all’intervento del Commissario nazionale anti-racket Giosuè Marino, e del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano. L’imprenditore dovrà ora presentare un piano di rientro dai debiti. ”Resta – ha detto Battaglia all’agenzia Ansa- l’amarezza per il comportamento delle banche creditrici dalle quali non è arrivata nessuna disponibilità, nonostante la firma di un accordo quadro con Confindustria che continua ad essere disatteso”.

Di red