Dopo l’assassinio del 23 enne Pietro Capone, il giovane imbianchino, padre di un bimbo di due anni, di Aversa ammazzato da Mario Borrata figlio 18enne di un affiliato al Clan dei Casalesi che insidiava sua moglie, il Comitato Don Diana e Libera Aversa hanno indetto una manifestazione per non far spegnere i riflettori sulla città di Aversa. Dicono gli esponenti di Libera: “Alla solidarietà
per Roberta, la giovane moglie di Pietro, e per il suo piccolo bambino, si affianchi anche una concreta azione di protesta per dire da che parte sta la gente onesta e perbene di questo territorio”. Don Salvatore De Filippo, che ha celebrato i funerali nella chiesa di Santa Maria a Piazza «Siamo vicini al dolore della famiglia è un momento terribile, una casa che si svuota. Ci chiediamo il motivo di questo efferato omicidio, di un gesto inconsulto che ha provocato un dolore incolmabile per tutti quelli che conoscevano e amavano Pietro. E non possiamo non pensare che il colpevole sia non un uomo, ma un animale, un lupo, senza alcuna sensibilità anche solo vagamente umana. Quando una mano si arma per togliere la vita ad una persona onesta, che vive del suo lavoro – ha spiegato – è evidente che esiste un clima di violenza generalizzato in cui si perde il contatto con i valori autentici e i sentimenti di umanità. È una terra martoriata la nostra, dove bisognerebbe combattere, con più forza e coraggio, gli atteggiamenti di prepotenza ed arroganza. Dobbiamo svegliarci. Vedo troppa apatia ed indifferenza ad Aversa. Troppo poco si fa per combattere la violenza. Neanche un fiore è stato posto dove è morto Pietro. Nessuna mano pietosa è intervenuta dove il sangue di Pietro è stato ingiustamente versato. Vivere nell’agro aversano, dove così numerosi sono gli omicidi, ci ha portato ad essere assuefatti alla violenza. Così non deve essere, dobbiamo svegliarci da questo torpore. Dire basta alla violenza. E pregare perché la pace, la tranquillità e la giustizia siano riportate nella nostra Terra. La preghiera e la parola di Dio siano di conforto anche per questa famiglia che deve trovare la forza per continuare il cammino. Pietro, con gioia, aveva costruito una nuova famiglia. Ora giace in una bara, ma il suo ricordo rimarrà eterno». La giovane vedova Roberta Pizzo non ha portato in chiesa il figlioletto di due anni.