A Giugliano come in tutti i comuni del nostro territorio molta gente è convinta che possedere un quartino, seppur abusivo, sia un affare. E’ un assurdità, case che nascono come funghi rendono invivibile un territorio oltre che a distruggerlo, specie se non ci sono i servizi proporzionali all’urbanizzazione. In un contesto di questo tipo un immobile non ha valore, una volta e per sempre bisogna far capire a chi dalle nostre parti ha soldi da spendere, che la via per attrarre altro reddito non sono le case: chi e da quale parti del mondo si recherebbe a Giugliano a comprare quegli immobili? Nessuno!
Solo chi appartiene alla comunità locale è convinto di avere un valore. L’investimento di una vita non possono essere le case (abusive o comunque fatte in maniera forzata), è una scelta folle fatta con lucidità. La vera via per guadagnare bene, viste le peculiarità del territorio, sono il turismo e l’agroalimentare settori che per la gente ed i politicanti nostrani sono arabo. La gente di Via Ficocelle e Via Rannola, che in questi giorni sta protestando perché non vuole lasciare le 19 villette abusive che la magistratura ha deciso di sgomberare ed abbattere, deve capire che ha scommesso i propri soldi alla roulette e li ha persi. Il problema è che fare cose diverse dalle case, richiede un impegno non solo economico ma anche mentale è più facile chiamare qualcuno che costruisca, farsi dei debiti con qualche banca che porta i soldi al Nord e sentirsi con retriva fierezza dei “padroni di casa”. Spesso ci si trincera dietro l’ostacolo Camorra che sicuramente c’è, ma essa esiste anche quando si fanno le case abusive, anzi in quel caso c’è sempre.
Salvatore Pizzo

Di sa.pi.