I dirigenti del Barletta non ci stanno ed il presidente della società pugliese, Francesco Sfrecola, attraverso un’intervista pubblicata sul sito della squadra ha voluto replicare alle dichiarazioni dei dirigenti nostrani. I dirigenti del Barletta le considerano “gravemente offensive per il sodalizio biancorosso e che offrono una descrizione degli avvenimenti assolutamente non rispondente alla realtà dei fatti”.
Il testo dell’intervista pubblicata dal sito del Barletta
 
Presidente Sfrecola, come ha reagito alle dichiarazioni apparse sul sito ufficiale della società campana?
 
"Con stupore ed indignazione. Leggere che la nostra dirigenza non è in grado di fare questa serie e sapere che la fonte di tali affermazioni è costituita da rappresentanti di una società abituata a disputare tornei regionali è assurdo. Barletta ha una storia, lunga quasi novant’anni, che parla da se. Abbiamo affrontato squadre quali Milan, Lazio, Bologna, Udinese, Parma, Genoa, Cagliari e tantissime altre società che militano nei tornei di Serie A e Serie B, disputando incontri in tutti gli stadi d’Italia. Evidentemente per arrivare a dichiarare tanto, i rappresentanti del San Felice Aversa Normanna abbagliati dalla visione del "Ceravolo" di Catanzaro e del "San Vito" di Cosenza, stadi sicuramente degni di altri palcoscenici, hanno creduto di essere professionisti da sempre e di aver calcato i campi di mezz’Italia."
 
Lei ha riscontro di quanto denunciato dalla società campana lo scorso sabato?
 
"Parlano di terreno di gioco allagato, quando in realtà il giardiniere ha dovuto bagnarlo in quanto duro e dunque pericoloso per la salute dei calciatori. E poi un terreno di gioco in cattive condizioni risulta penalizzante più per la squadra di casa, che deve cercare di far valere il fattore campo, che per le squadre ospitate, solitamente intenzionate a difendersi e a non subire.
Quanto al fatto che ad alcuni dirigenti non sia stato consentito l’ingresso negli spogliatoi al termine dell’incontro, è evidente si trattasse di soggetti non autorizzati ad accedere in un’area che per regolamento risulta riservata. Inoltre è assurdo notare riferimenti all’ammenda comminataci da parte di una società che la domenica precedente ha ricevuto ben 12.000 euro di multa perché, da quanto si evince dal comunicato del Giudice Sportivo, una persona non identificata, ma riconducibile alla società in quanto indossava una divisa sociale , introdottasi nel recinto di gioco ha afferrato per la divisa un assistente arbitrale rivolgendogli frasi offensive e minacciose."
 
E pensare che il comportamento dei tesserati aversani a Barletta è risultato tutt’altro che esemplare.
 
"Infatti. Il presidente Spezzaferri era in panchina. Fossi stato al suo posto avrei sostituito il portiere Castelli, il quale dall’inizio dell’incontro non ha fatto altro che provocare il pubblico barlettano rischiando di creare disordini dentro e fuori dal campo. Poi avrei assunto provvedimenti nei confronti di Selvaggi, il calciatore figlio del noto campione del mondo che al termine dell’incontro ha immaginato di essere ad un incontro di karate colpendo violentemente con un calcio un nostro calciatore. Il tutto mentre il sottoscritto imponeva alla propria squadra di dirigersi sotto la curva, evitando dunque di reagire alle provocazioni degli ospiti.
 
Tra l’altro ci risulta che il Sindaco di Aversa, a fine gara, si sia complimentato con lei e con gli altri dirigenti per l’accoglienza ricevuta.
 
Esattamente. Ho ricevuto le congratulazioni da parte del primo cittadino aversano. A Barletta siamo abituati ad accogliere gli ospiti con estrema cordialità. Da questo punto di vista io ed i miei collaboratori siamo sicuramente all’altezza della categoria. Chiedere alle società venute a Barletta fino a questo momento per credere a quanto detto."
 
Il Barletta negli ultimi due anni, in occasione dei confronti con la società aversana, ne ha subite di tutti i colori. Eppure mai esponenti del sodalizio biancorosso hanno reagito con esternazioni offensive all’indirizzo della società campana.
 
"Evidentemente non è nel nostro stile. Abbiamo sempre accettato con estrema sportività i verdetti emessi dal campo, anche quando c’erano tutte le condizioni per dare adito ad altro tipo di reazioni. Alla luce degli ultimi avvenimenti non posso non ricordare quanto avvenuto nelle ultime due stagioni.
Nella finale Play Off della stagione 2006/2007, disputatasi ad Aversa con la presenza delle telecamere della Rai, durante il tragitto che effettuai in compagnia di Spezzaferri dal terreno di gioco alla tribuna, fui coperto di ingiurie, sputi e minacce senza che il presidente aversano muovesse un dito. Tutta la nostra dirigenza, anziché essere accolta in tribuna, fu collocata nella gabbia riservata ai tifosi ospiti. Al termine dell’incontro, nonostante la sconfitta, mi recai al centro del campo per stringere la mano a Spezzaferri ed auguragli l’in bocca al lupo per il proseguo della stagione ed invitai i nostri calciatori a salutare la tifoseria ed a tornare tranquillamente negli spogliatoi. In tutta risposta i calciatori aversani si esibirono in cori di scherno e trenini.
Non solo. Alcuni nostri tifosi furono feriti dal lancio di oggetti, altri furono vittime di inseguimenti in auto e danneggiamenti di varia portata alle autovetture."
 
Nella stagione seguente le cose non sono migliorate.
 
"Affatto. In occasione della gara di andata, con un esposto dal contenuto assurdo inviato al Prefetto, la società campana ci costrinse a disputare l’incontro a porte chiuse. Al ritorno, nella gara disputata anch’essa a porte chiuse visto il precedente creato certo non da noi, vietarono alle emittenti televisive barlettane di riprendere l’incontro. Un gesto che si commenta da solo. E non solo. Al termine dell’ultima gara di campionato alcuni calciatori del San Felice Aversa Normanna telefonarono a nostri tesserati coprendoli di insulti e sbeffeggiandoli per la vittoria del torneo.
Anche in questa stagione nella gara di andata i nostri tesserati, specie quell sedutii in panchina, sono stati vittime di ingiurie e sputi."
 
Come si spiega dunque queste dichiarazioni.
 
"E’ chiaro che il signor Spezzaferri debba necessariamente distogliere le attenzioni da quanto la sua squadra sta producendo nell’attuale torneo. E’ difficile spiegare ai propri tifosi che una squadra costruita inizialmente per disputare un campionato di vertice si ritrovi al penultimo posto in classifica ed abbia dieci punti in meno di una società ripescata il 14 agosto. Forse in Campania pensavano di poter ripetere l’exploit dello scorso anno, quando riuscirono a conquistare 13 vittorie su 15 gare disputate. Purtroppo i miracoli si definiscono tali in quanto si verificano una sola volta ed in Serie D."
 
Detto questo, argomento chiuso.
 
"Da parte mia sicuramente. Chiudo rivolgendo un invito alla società San Felice Aversa Normanna ed ai suoi rappresentanti: le sconfitte sono difficile da digerire, ma vanno accettate. Che imparino a farlo con stile, lealtà e, soprattutto, dignità."
 
 
 
 
 

Di red