Il Presidente della commissione Diritti umani del Senato, Luigi Manconi, e i parlamentari Peppe De Cristofaro e Michele Piras hanno ispezionato il carcere sardo di Badu ‘e Carros, dove hanno avuto un colloquio con il boss del Clan dei Casalesi Antonio Iovine “O Ninno”. Conversazione di cui Giovanni Bianconi ha riportato ampi stralci sul Corriere della Sera.
Iovine è rinchiuso in una cella singola, al regime del 41 bis, in un unico ambiente è compresa anche la tazza del gabinetto, ai senatori dice: «Provate voi a vivere ventidue ore al giorno dentro un bagno. Non credo sia una condizione dignitosa». Non si può attaccare nulla al muro e lui dice: «Ma se pure potessi non attaccherei niente, mi piace tenere l’ambiente pulito». «Ho fatto domanda di trasferimento per poter vivere in una condizione più umana e dignitosa, mi hanno risposto di no; evidentemente per l’amministrazione va bene così. Non credo ci sia bisogno di commentare — prosegue ‘O ninno —. Io mi adeguo alle regole, però se uno vive con gli occhi aperti non può non riconoscere la situazione in cui mi trovo. Dicono che in questa struttura non si può migliorare, e resto così». Il tempo passa tra la lettura di libri e del settimanale Panorama, poi c’è la tv dalla quale si vedono sei canali. Ha anche detto che preferisce i film polizeschi: «Ne ho visto uno in cui gli inquisiti sostenevano che per difendersi bisogna attaccare la fonte della prova; è quello che ho suggerito al mio avvocato».Inoltre ci sono le due ore d’aria che O’ Ninno passa con un boss della Sacra Corona Unita. «Anche in libertà leggeva libri?», gli ha domandato Manconi, il boss gli ha risposto «Mi dovevo guardare». «Era un uomo d’azione», ha commentato il senatore De Cristofaro «no, d’azione no», ha precisato Iovine, che ha anche parlato dei suoi figli: «Ne ho tre, dai 17 ai 26 anni, e per fortuna hanno preso le distanze da me attraverso lo studio; sono contento per loro. Posso vederli un’ora al mese, mia moglie e due figli che s’alternano di volta in volta».
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