La morte di Osama Bin Laden annunciata dagli Stati Uniti riporta gli episodi relativi al terrorismo islamista avvenuti nel nostro territorio, ben sette negli ultimi otto anni. Il più recente è avvenuto lo scorso febbraio quando il giornalista di Televideo Nello Rega autore del libro “Diversi e Divisi – Diario di una convivenza con l’Islam” da tempo è nel mirino di Hezbollah. Prima ancora, lo scorso novembre, sono stati eseguiti undici arresti, tra cui quello di un giuglianese ed un uomo di Marano, sono accusati di aver falsificato documenti, permessi di soggiorno, patenti e carte di identità che rivendevano ad altri stranieri, in particolare modo africani.Gli elementi nostrani sono Zaccaria V. di 48 anni, residente a Marano e Giuliano R., coetaneo, di Giugliano. I presunti terroristi sarebbero affiliati o vicini al “Gruppo Salafita per la predicazione ed il combattimento” che è legato alla rete di Al Quaida. Questa cellula fu interessata da arresti anche nell’estate del 2006, di un’operazione dell’operazione dei Ros dei carabinieri battezzata ‘Numidia’. La prima volta fu il 16 gennaio del 2003, quando tra la Campania ed il Veneto (Vicenza) furono arrestate tre persone, e furono perquisite alcune abitazioni nella zona di Piazza Marconi ad Aversa. La Seconda volta il 26 gennaio del 2004, quando in varie città italiane, tra cui sempre Aversa e Vicenza, furono arrestate cinque algerini, due quelle residenti nel nostro territorio: una in città, l’altra a Villa di Briano. Il 18 aprile del 2007, con l’operazione “Bon Voiage” portò all’arresto di 12 persone tra l’Italia e la Francia, tra loro un imprenditore edile di Villa di Briano accusato di aver certificato false assunzioni ed un dipendente del Comune di Aversa che, stando alle accuse, avrebbe fornito ai terroristi falsi documenti d’identità emessi dall’ente. Il filo conduttore emerso relativamente alla nostra zona è sempre lo stesso, nell’aversano i Salafiti si procurano falsi documenti d’identità, qui raccolgono soldi e reclutano volontari per le spedizioni suicide in Africa e Medio Oriente. Nel 2009 una indagine nata a Vicenza ha coinvolto anche l’imam di San Marcellino (la moschea più grande della Campania) Nasser Hidouri.