Le dichiarazioni che il boss Antonio Iovine “O’Ninno” ha reso agli inquirenti, nella sua nuova veste di “pentito”, sul conto dell’ex parlamentare Lorenzo Diana di San Cipriano d’Aversa, al di là della verità giudiziaria che verrà definita nelle sedi all’uopo preposte, in cui Diana avrà modo di difendersi, rompono un dogma che nell’Aversano come altrove è stato per troppo tempo vigente:
fino a qualche tempo fa certi sospetti potevano essere ascritti solo su quanti facevano parte di altre aree politiche, diverse da quella che fu la (defunta) sinistra italiana. Adesso non è più così, la magistratura italiana con quest’azione giudiziaria ha dimostrato che il tempo delle cosiddette “toghe rosse”, se mai fossero esistite per davvero, è finito. Quelle storie fanno parte di un ventennio che è trapassato dalla cronaca giudiziaria alla storia.
Per la cronaca va detto che Diana viene accusato dagli inquirenti di aver fatto pressioni sulla Frattese calcio, affinchè il figlio ottenesse delle certificazioni che, stando a quanto sostiene l’accusa, sarebbero servite affinchè il figlio potesse accedere ad un master della Fifa. Ipotesi accusatoria, questa che non riguarderebbe le accuse lanciate da Iovine, che è costata il divieto di dimora in Campania all”ex senatore, il quale prima di essere segretario della Commissione Antimafia, fu anche segretario provinciale del Pci-Pds e componente della giunta Bardellino che resse le sorti di San Cipriano d’Aversa, fatto storico, quest’ultimo, spesso dimenticato dai militanti di una certa sinistra del nostro territorio.
L’inchiesta che coinvolge Diana è una sorta di cartina di tornasole, ennesima conferma della caduta di un altro falso mito: quello dell’operoso Nord che rifiuta certe “frequentazioni”, a prescindere dalla vicenda della Cpl Concordia e della metanizzazione dell’Aversano tutta di dimostrare nei processi, questa è solo una delle inchieste che lega ancora una volta certi ambienti di quell’Emilia un po’ spocchiosa che finisce in certe sabbie mobili della zona aversano-casalese.
Intanto da Napoli, il sindaco ed ex magistrato dipietrista De Magistris ha annunciato la sostituzione di Diana dalla guida del Centro Agroalimentare partenopeo.
Salvatore Pizzo
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