Il Clan Lago di Pianura ed il Clan dei Casalesi si facevano reciproci favori, come quello degli scambi di killer, il dato emerge dall’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato alla notifica di un’ordinanza di custodia cautelare al boss Pietro Lago, di 62 anni, rinchiuso nel carcere a Parma dove sta scontando l’ergastolo. L’inchiesta riguarsa l’omicidio di Alfonso Volpe, un piccolo contrabbandiere di sigarette assassinato a nel 1994.
Dopo tanti anni due pentiti hanno sostenuto che a sparare sarebbe Enrico Verde, ex capozona dei Lago e oggi pentito; mandanti furono Pietro Lago e il cognato Carlo Tommaselli, che è irreperibile. Lo avrebbero ucciso per indurre Giovanni Volpe, zio della vittima e loro fiancheggiatore, a scovare Giuseppe Contino, capoclan avversario, che oggi a sua volta collaboratore di giustizia, ha confermato la circostanza di quella guerra di camorra che durò tra il 1993 ed il 1998. I vertici del clan Lago, secondo gli inquirenti, avevano conosciuto in carcere il boss dei casalesi Francesco Bidognetti “Cicciotto ‘e Mezanotte” da cui nacque l’alleanza, i killer dei casalesi facevano i “servizi” per i Lago e viceversa, così le indagini diventavano più difficili.
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