cimarosa spoletoLa «prima» della 56esima edizione del Festival dei Due Mondi, a Spoleto, è stata un omaggio all’epopea cimarosiana. I costumi e le scene proposte al Teatro Caio Melisso, restaurato dalla Fondazione Carla Fendi, rappresentavano alla lettera l’atmosfera settecentesca in cui Domenico Cimarosa concepì quello che poi sarebbe diventato il suo più grande capolavoro, il “Matrimonio Segreto” che al pubblico di Spoleto è stato proposto riproducendo fedelmente l’atmosfera della sua epoca.

Sul palco Ivor Bolton che ha diretto l’orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari. La fusione di due eccelse personalità artistiche quelle di Quirino Conti, regista e scenografo, e di Piero Tosi che ha disegnato i costumi realizzati dalla sartoria Tirelli, ha prodotto un capolavoro. Tra il Cigno di Aversa e Spoleto oramai esiste un legame speciale, nella cittadina umbra negli anni scorsi è andata in scena la prima mondiale in epoca moderna della “Cleopatra”, ha esordito come regista Paolo Rossi, in una rivisitazione del “Matrimonio Segreto”, e per rimanere in tema come non dimenticare sempre al Caio Melisso, una rappresentazione del “Don Falcone” di un altro aversano che ha reso magico il settecento musicale, Niccolò Jommelli.

Il cast era composto da: Omar Montanari, Valentina Farcas, Barbara Bargnesi, Emanuele d’Aguanno, Teresa Iervolino, Davide Luciano, Matteo Bufalini, Alberto Costanzi Petrancola, Giovanni Di Costanzo e Mirko Peruzzi.

Salvatore Pizzo

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