di cicco luigiL’indifferenza di Lusciano al messaggio che Luigi Di Cicco lancia con il suo “Gramigna” si commenta da sola. Non è solamente il successo editoriale, che comunque dovrebbe essere un vanto per la collettività locale, ma anche il significato del libro a lasciare incredibilmente inerti i maggiorenti della politica locale e tutti coloro che goffamente si atteggiano ad essere personaggi del get set paesano proponendosi quale classe dirigente o aspiranti tale.

Nemmeno l’usuale è goffa maniera luscianese di mettersi in mostra quali “uomini politici” e in alcuni casi di “intellettuali con la laurea”, sembra spingerli a fare qualcosa per amplificare il messaggio di Luigi di Cicco, che in ben altri contesti culturali ed accademici di primo piano sta suscitando attenzione. Viene da chiedersi se Lusciano abbia realmente un Sindaco, degli amministratori, di maggioranza e di opposizione, di certo consultando il sito del comune abbiamo verificato che non esiste un assessorato alla Pubblica Istruzione, lo stesso dicasi per la Cultura. Il che la dice lunga, a Lusciano nessuno sembra porsi il problema su questo vuoto. Se Di Cicco avesse scritto un manuale su come aggirare le norme urbanistiche per costruire un sottotetto semi abusivo (moda in voga nella zona per sentirsi maggiormente stimati in società), tanti luscianesi e non avrebbero sicuramente apprezzato di più. Quando diciamo politica locale ci riferiamo a tutti senza distinzioni di maggioranze ed opposizioni varie. Sembra inimmaginabile che un (ex) ragazzo di Lusciano che ha avuto la capacità di riuscire a portare sotto i riflettori, nazionali ed internazionali, un messaggio positivo: quello che anche il figlio di un boss possa evitare di diventare un camorrista, non sia “usato” ed amplificato quale esempio per i giovani del posto. Un messaggio dirompente e incredibilmente positivo che appare rivoluzionario, che si contrappone allo stantio silenzio locale. Luigi di Cicco nella zona Aversana non è stato invitato ad una conferenza ad un qualche incontro con gli studenti, eppure nonostante tutto pare che a Lusciano ci sia una biblioteca comunale che è abbastanza funzionale, a dispetto di quanto avviene nella nostra disgraziata realtà territoriale ciò dovrebbe far ben sperare, tuttavia per adesso nulla di nulla, il vuoto pneumatico. Del resto è questa la caratteristica tipica delle classi dirigenti locali, espressione di un popolo che, a Lusciano specialmente, è indifferente e refrattario oramai anestetizzato da un certo andazzo. Proprio in questi giorni, con la goffaggine tipica della quasi totalità dei politici locali della zona aversana, a causa di gravi vicende giudiziarie che interessano il comune la menano bofonchiando sui temi della legalità. Evidentemente le circostanze li hanno obbligati ad esprimersi. Il grezzo silenzio di una realtà che raggiunto oramai circa 14mila abitanti e continua a definirsi “paese”, fa dire ai tanti che sono andati via : “Siamo tutti Luigi di Cicco !”.
Salvatore Pizzo
{fcomment}