Battuta e contestata. Finisce nel peggiore dei modi la domenica dell’Aversa Normanna, sconfitta da un’Andria cinica e poi presa a parolacce dai propri tifosi. Un epilogo triste e sicuramente immeritato per la squadra granata, che proprio contro i pugliesi ha sfoderato una delle migliori prestazioni di quest’accidentato campionato.
Ma come diceva il buon Boskov: “Gol è quando palla entra in porta” e ieri la sfera di entrare nella rete pugliese non ne ha proprio voluto sapere. LA CRONACA: Rispetto alla vigilia, Sergio, oltre a Maraucci, Sibilli e Silvestri, deve rinunciare anche al centravanti Perna, sostituito dal giovane Improta. In difesa, l’allenatore aversano schiera al fianco di Di Girolamo il baby Chirico, mentre a sinistra torna Zolfo. Centrocampo di fosforo e fatica con Ottobre e Arini a creare gioco e Longo e Franzese a presidiare le fasce. In attacco, con Improta, il confermato Romano. E proprio il “cobra” ad aprire le ostilità, mancando al ‘4 la prima nitida palla gol della partita. La partita la fa l’Aversa, per sua volontà e per il sorprendente atteggiamento guardingo che assume l’Andria, felice di lasciare l’iniziativa ai padroni di casa, aspettando evidentemente il contropiede giusto. Al ’14 ci prova Di Girolamo, che in mischia alza di poco sulla traversa. Al 21’ la Normanna spreca un incredibile occasione per passare con Improta che, pescato da un cross dalla destra di Franzese, a due passi dalla rete, spedisce incredibilmente fuori, dal lato opposto, una palla che chiedeva solo di essere accompagnata in porta. E come sempre nel calcio la punizione arriva poco più tardi. Precisamente al ’30, col gol del vantaggio dell’Andria, al termine di un rapidissimo ribaltamento di fronte. Sulla sinistra lasciata sguarnita da Zolfo, si infila come un treno Romito, che pennella al centro un cross su cui si avventa Rebecchi, che ammutolisce il Rinascita per la gioia del centinaio di tifosi ospiti. Pugliesi inaspettatamente in vantaggio e Aversa che torna alla carica e che sfiora il gol del pareggio un minuto dopo con Ottobre, che dal limite batte al volo un pallone che esce di pochissimo. Al ’35 a salvare la porta dell’Andria ci pensa il portiere Spitoni, che fa un paratone, respingendo un colpo di testa a botta sicura di Arini, incuneatosi nell’area piccola. Pazzesco, come l’Aversa per demeriti proprio e per bravura degli avversari non riesca ancora a segnare. L’Andria però è sempre lì, pronta a mordere. Al ’38 un mezzo pasticcio della difesa aversana, per poco non provoca il secondo gol dei gialli pugliesi, con De Santis, che calcia a lato di poco. Il primo tempo finisce con un’altra nitida azione da gol dell’Aversa, con Franzese che cincischia invece di calciare nella porta lasciata incustodita da Spitoni. Alla ripresa delle ostilità, la Normanna si ripresenta con gli stessi uomini della prima frazione. Scelta giusta, visto che è mancato solo il gol. E il secondo tempo inizia sulla stessa scia del primo. Protagonista ancora Arini che in due minuti dal ’51, ha due occasioni per pareggiare, ma la prima calcia fuori e la seconda…anche. Sopratutto quest’ultima ha dell’incredibile, col centrocampista, che tira fuori su appoggio in mischia di Improta un’altra facilissima palla gol. Scoraggiati e in preda del nervosismo crescente per una partita che non riescono a raddrizzare, i calciatori dell’Aversa iniziano a diventare fallosi, sbagliando appoggi elementari e consentendo all’Andria di difendersi in maniera ordinata e senza correre grossi pericoli. Almeno fino al ’75, quando ancora Arini prima reclama un rigore per una presunta (molto presunta, per la verità) spinta di Goisis, e poi non trova sul successivo cross nessuno dei suoi attaccanti pronto a convertire in rete una palla che attraversa tutta l’area pugliese, perdendosi sul fondo. La Normanna si spegne qui e il gol del 2-0 per l’Andria realizzato ancora da Rebecchi su cross di Sy, serve solo per il tabellino e per far scattare la protesta dei tifosi locali, che in tribuna prima se la prendono con i dirigenti dell’Andria, rei a loro dire di aver troppo esultato per il gol della loro squadra e poi dirigendosi verso gli infortunati Sibilli e Maraucci, che vengono invitati ad abbandonare la casacca granata.