Il fatto che in Italia esiste la libertà di espressione dovrebbe essere un fatto scontato, francamente ci pare abnorme che essa possa essere compressa da un datore di lavoro verso i propri dipendenti, i quali ovviamente hanno l’obbligo di non divulgare segreti professionali o arrecare danni all’immagine della azienda per la quale lavorano.La libertà evidentemente è un concetto così ampio, che probabilmente si presta a molte interpretazioni sul suo esercizio. La società dell’Aversa Normanna, presieduta da Giovanni Spezzaferri (nella foto) ha indetto il silenzio stampa, ma non pare sia una decisione democratica assunta insieme ai dipendenti (nel caso specifico i calciatori), bensì un ordine prescritto dalla proprietà la quale per bocca del patron dice: «Si è resa necessaria questa decisione, per le dichiarazioni rese da alcuni tesserati ed apparse negli ultimi giorni sulla stampa dedicata. E’ bene che ogni tesserato dell’Aversa Normanna, esclusa naturalmente la proprietà, ricordi che il rapporto con la stampa va sempre regolato attraverso l’ufficio stampa. C’è bisogno, inoltre, che tutto l’ambiente ritrovi serenità e resti concentrato in vista dei prossimi decisivi incontri». Si legge nella stessa nota: “Durante questo periodo di silenzio stampa nessun dirigente, tecnico e giocatore potrà rendere dichiarazioni alla stampa né partecipare a programmi televisivi o radiofonici. Tutti gli operatori della comunicazione potranno, come sempre, rivolgersi all’ufficio stampa che resta a completa disposizione. Sarà cura dell’ufficio stampa, in pieno accordo e su segnalazione della dirigenza della S. F. Aversa Normanna srl, comunicare agli organi deputati la revoca di tale silenzio stampa”. Suggeriamo a Spezzaferri, ed ai suoi collaboratori, di iscrivere la squadra al campionato cinese, le autorità di Pechino apprezzerebbero le sue decisioni.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo