Due aversani, il giornalista Salvatore Dama ed il politico Gianmario Mariniello, hanno raccolto per primi l’imbarazzo del governo sulla scuola

La parziale retromarcia del governo sulla scuola il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini l’ha “velatamente” annunciata qualche ora prima a due professionisti aversani, il giornalista Salvatore Dama e Gianmario Mariniello, dirigente nazionale dei giovani del Pdl, entrambi l’hanno incontrata per il quotidiano “Libero”. L’ex assessore all’agricoltura della Provincia di Brescia nel dialogo con Dama e Mariniello, pubblicato il 9 dicembre, parla per lo più delle vicende relative all’Università, ma quando si sofferma sulla scuola sottolinea la qualifica “maestro prevalente”, eppure l’articolo 4 della “riforma” ispirata da Giulio Tremonti è titolato testualmente: “Insegnante unico nella scuola primaria”.
Non era un lapsus, era già nell’aria quello che sarebbe accaduto di lì a poco, la sera del 9 dicembre, a poche ore dalla quinta protesta massiccia degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, che il 10 dicembre per la quinta volta hanno riempito le piazze, in questo caso aderendo allo sciopero della Cgil, metà governo (Tremonti assente) ha convocato i sindacati per raggiungere un accordo per dare un correttivo alla riforma.
Il maestro unico è diventato facoltativo e "prevalente", gli alunni per classe non aumenteranno, non diminuiranno gli insegnanti di sostegno, il tempo pieno è stato salvato e la “riforma” alle superiori slitta di un anno.
Ciò anche se il piano programmatico congiunto dei ministeri dell’economia e della Pubblica Istruzione, per adesso, ancora prevede la cacciata in tre anni di 87.431 docenti da raggiungere aumentando gli alunni per classe, eliminando gli specialisti di lingua inglese alle elementari e chiudendo scuole in giro per l’Italia.
Una battaglia che è ancora tutta da giocare, Tremonti era il grande assente, non elimina le Province dove ingrassano cacicchi della politica locale ma spazza via un pezzo della scuola e chi ci lavora.
Formalmente non licenziano nessuno, non rinnovano i contratti a termine ai professionisti che da anni fanno fronte ai vuoti d’organico.
L’avvocatessa bresciana per giustificare l’operazione, che è meramente di cassa, nell’intervista parla di scuola usata come “ammortizzatore sociale”, come se quelli che hanno studiato per fare l’insegnante fossero degli inetti a differenza di chi nella vita ha fatto altre scelte. Basterebbe che si guardasse intorno, molti senza mestiere sono suoi colleghi parlamentari.
Parlando con Dama e Mariniello, Gelmini ha detto che la nostra scuola è in basso nelle classifiche internazionali, dato opinabile e generico, visto che il provvedimento ispirato da Tremonti, taglia proprio nella scuola elementare che è tra le prime classificate al mondo, non a caso mentre Dama e Mariniello parlavano con lei, le agenzie di stampa davano conto dell’esito dell’indagine internazionale Timms 2007: i nostri allievi di quarta elementare sono i più bravi al mondo in matematica e scienze. Il rapporto ha coinvolto 425.000 studenti di 59 paesi. Un risultato che ha visto il ministero zittire, chissà perché.
I politici sappiano che le 87mila 341 famiglie degli insegnanti e quelle dei 44mila 500 amministrativi della scuola che si vogliono cacciare votano, così come votano pure le famiglie degli alunni ai quali verranno ridotti i servizi.
Salvatore Pizzo