“Il lavoro nero è una piaga di cui è vittima anche il mondo della scuola, come ha denunciato apertamente anche la puntata ‘La scuola tagliata’ del programma ‘Presa diretta’ in onda l’8 febbraio scorso su Raitre. Si tratta di uno scandalo che non è possibile tollerare e perciò chiediamo al Governo di intervenire per porre fine a questo bieco sfruttamento dei colleghi precari”. Sono parole del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio,
che ha scritto una lettera al ministro dell’Istruzione e al direttore generale dell’Inps in merito ai gravi casi segnalati in Campania di docenti precari che accettano di prestare servizio a titolo gratuito nelle scuole paritarie per guadagnare punteggio nelle graduatorie ed entrare così finalmente di ruolo. “Non critichiamo gli insegnanti – afferma Di Meglio – perché sono vittime di un sistema malato che trae profitto dalla precarietà che investe tanti di loro. Piuttosto proponiamo al Governo un metodo per combattere questo allarmante fenomeno, prendendo come riferimento le graduatorie: l’Inps, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, potrebbe fare una verifica incrociata e accertare se per i docenti che hanno lavorato negli istituti paritari risultano i versamenti dei contributi. In questo modo – conclude Di Meglio – si potrebbero portare alla luce le situazioni irregolari e punire le scuole che speculano sulla precarietà”. In realtà i contributi risultano perché ai docenti viene versata la contribuzione e rilasciata la busta paga che attesta a corresponsione dello stipendio, ma il compenso è solo sulla carta. Il problema è penale far lavorare la gente e trattenersi i soldi è roba da Procura della Repubblica.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo