Sono 16.543 gli insegnanti e 4.529 gli Assistenti tecnico-amministrativi, iscritti agli elenchi prioritari, destinatari, secondo le stime del Ministero della Pubblica Istruzione, a ricevere “l’indennità di lavoro”. Si tratta di risorse – spiega il segretario della Uil Scuola Massimo Di Menna – che sfiorano, complessivamente, i 150 milioni di euro che, si aggiungono e si integrano all’Inps per la disoccupazione, coprono una platea molto alta di beneficiari e serviranno per sostenere il reddito e la permanenza al lavoro. 25 milioni di euro, questa la somma stanziata dalla Puglia, 20 milioni lo stanziamento approvato dalla Sardegna, è di 15 milioni il plafond di risorse previsto dalla Lombardia, che prevede di utilizzarne cinque, 7 milioni e 200mila euro lo stanziamento della Basilicata.
E’ già operativo lo stanziamento di 10 milioni di euro previsto dalla Campania, sono in fase di definizione i bandi del Piemonte che ha previsto 7 milioni di euro. Tre milioni di euro sono stati destinati a sostegno del lavoro nelle scuole della Liguria, due milioni e mezzo di euro sono stati individuati per questa finalità dal Molise, due milioni e 300 mila dal Veneto, quasi un milione e mezzo di euro dalle Marche, regione che, insieme alla Campania, alla Sardegna e alla Lombardia ha fatto da ‘apripista’ alle varie intese regionali. La Sicilia ha stanziato 55 milioni di euro in due anni. Si fermano allo stato di promesse i 10 milioni di euro della regione Lazio. Fuori da questo quadro cinque regioni, Calabria, Emilia Romagna, Friuli, Lazio e Toscana, che non hanno sottoscritto alcuna intesa”. (In Emilia, Toscana e Friuli, le Regioni hanno attivato interventi e progetti di propria iniziativa). (In Campania, in Lombardia e Puglia, le misure predisposte dalle Regioni sono state estese anche al personale non inserito negli elenchi prioritari). Quel che registriamo ora è un ritardo nella gestione – commenta il segretario della Uil Scuola – In molte regioni sono ancora in via di definizione i bandi attuativi delle intese. Sono lentezze che vanno superate rapidamente perché questo mix di misure, nazionali e regionali, sollecitato a marzo dello scorso anno e realizzato ad anno scolastico iniziato, ha un doppio obiettivo: garantire concretamente la retribuzione ad insegnanti e personale Ata e il personale necessario alle scuole. Una misura d’urgenza e di emergenza che potrebbe rivelarsi necessaria anche per il prossimo anno, proprio per consentire un esito positivo del processo si stabilizzazione di questo personale. Ora serve un intervento del Governo per reiterare il decreto legge. Una decisione – sottolinea Di Menna – da prendere subito in modo da evitare i ritardi che il meccanismo Inps, Miur, regioni, ha avuto nella sua fase di avvio e da garantire già dal mese di settembre la copertura dell’indennità per il personale precario coinvolto”.