cisl_nuovo_simboloLa stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo sono obiettivi che rispondono ad un vitale interesse del Paese e dei lavoratori: in questo senso la CISL condivide la necessità e l’urgenza di misure che mettano l’Italia in condizione di reggere alle crescenti pressioni dei mercati finanziari, come affermato nel documento comune delle parti sociali presentato nei giorni scorsi a governo e opposizione. Il decreto

legge varato dal Governo soddisfa certamente le esigenze di urgenza, ma non risponde in modo sufficiente agli indispensabili requisiti di equità che una manovra impostata nel segno del rigore e dei sacrifici è tenuta doverosamente ad assicurare. La CISL, che ha svolto e intende continuare a svolgere un serrato confronto di merito sui contenuti della manovra, ritenendo privo di senso e controproducente ogni arroccamento su atteggiamenti di mera protesta, è fermamente intenzionata a dare seguito alle iniziative già messe in campo per rivendicare come assoluta priorità, da tradurre in credibili provvedimenti e non in generici annunci, la lotta all’evasione fiscale e una drastica riduzione dei costi della politica. Pur prendendo atto che per la prima volta si mette mano ad una revisione dell’assetto istituzionale, le scelte contenute nel decreto si rivelano insufficienti, vaghe e generiche, prive per lo più di effetti immediati e quindi aperte a prevedibili rimaneggiamenti tali da limitarne o vanificarne la portata. I primi segnali si sono già colti in modo inequivocabile ed è purtroppo lecito attendersi, nei prossimi giorni, un loro proliferare a tutto campo. In questo senso è decisivo sottolineare che il risanamento dei bilanci pubblici, il rilancio della qualità dei servizi, la valorizzazione del lavoro pubblico al servizio dei cittadini passa dalla capacità di generare risparmi attraverso un ridisegno vero dell’organizzazione e dei livelli amministrativi. Ridisegno che si realizza non tanto con la soppressione degli enti, quanto con la riorganizzazione dei servizi: attraverso i consorzi di comuni, la creazione di sportelli unici, la riarticolazione territoriale degli enti. Sul fisco, è del tutto insufficiente l’impegno ad intaccare in modo deciso l’area dell’evasione fiscale: è positivo che siano state accolte le nostre richieste di portare al 20% la tassazione delle rendite e di abbassare la soglia della tracciabilità, ma ancora troppo vasta è l’area di chi sarà di fatto esentato, ancora una volta, dai sacrifici che toccheranno esclusivamente chi già oggi paga il dovuto, attraverso la ritenuta alla fonte sulle proprie retribuzioni. Una rigoroso contrasto dell’evasione, che consideri anche in modo adeguato la consistenza di patrimoni su cui manca alcun tipo di intervento, non risponde solo a criteri di doverosa equità, ma è quanto mai necessario per le ingenti risorse che consentirebbe di recuperare. Del tutto inaccettabili sono alcune delle misure che riguardano il lavoro pubblico, dalle quali traspare ancora una volta un atteggiamento punitivo verso lavoratori che già subiscono da anni gli effetti di pesanti interventi di riduzione della spesa (si vedano gli oltre 8 miliardi sottratti alla scuola in tre anni) e le cui retribuzioni, in assenza di rinnovi contrattuali, sono destinate a rimanere ancora per tempo sui valori del 2009. E’ sbagliato e iniquo che si possa anche solo immaginare di rivalersi sulle tredicesime dei dipendenti, il cui pagamento verrebbe a “slittare” qualora non si raggiungano gli obiettivi di efficienza delle amministrazioni. Una sorta di “vendetta trasversale” che colpirebbe i lavoratori lasciando impuniti gli amministratori incapaci, veri responsabili di inefficienze e sprechi. Diciamo no anche allo slittamento dei termini (da sei a ventiquattro mesi) previsti per la liquidazione del trattamento di fine rapporto a chi va in pensione per anzianità. Si tratta infatti di somme alle quali il dipendente ha diritto per la contribuzione cui è stato sottoposto in tutto l’arco della vita lavorativa e che, specie a retribuzioni non rivalutate, sono una risorsa su cui il lavoratore e la sua famiglia devono poter far conto in modo affidabile. Ferma contrarietà esprimiamo sulle disposizioni che introducono la possibilità di spostamenti del personale in ambiti territoriali molto estesi, oltretutto intervenendo in modo pesante su materie come la mobilità, la cui disciplina deve restare comunque affidata alla contrattazione. Prendiamo atto positivamente che è confermato il piano di assunzioni nella scuola, ottenuto grazie alla nostra iniziativa sindacale e che fino all’ultimo abbiamo difeso da ogni tentativo di rimettere in discussione le 67.000 nomine in ruolo già programmate per i prossimi giorni. Confermiamo l’impegno ad esigere la puntuale attuazione del piano anche negli anni successivi, pur in presenza di disposizioni che modificano i tempi di uscita dal servizio per chi matura i requisiti di accesso alla pensione. Condividiamo la preoccupazione che il taglio dei trasferimenti alle Regioni e agli Enti Locali, insieme ai tagli disposti dalle ultime tre finanziarie anche a Ministeri e amministrazioni centrali, possa determinare ricadute sulla qualità e la quantità dei servizi sociali erogati ai cittadini, vanificando quanto di positivo potrebbe derivare dall’assenza di interventi significativi a carico della sanità e delle fasce di reddito più deboli. Tuttavia è necessario che anche chi riveste ruoli di governo a livello locale sia attivamente impegnato nell’esercizio di un più attento e rigoroso controllo sull’efficienza della spesa, contribuendo per la parte che gli compete all’indispensabile azione di contenimento e ridimensionamento dei costi della politica. In questo senso è determinante la leva della contrattazione decentrata, che deve essere rilanciata in ogni posto di lavoro, così come previsto dall’accordo del 4 febbraio 2011. CISL FP e CISL Scuola, nel rinviare alle valutazioni che sulla manovra saranno assunte in termini più generali dalla Confederazione, si dichiarano già ora fermamente intenzionate a sostenere attivamente ogni iniziativa messa in campo dalla CISL per rivendicare le indispensabili modifiche ai provvedimenti governativi. Condividono l’orientamento già espresso dal segretario generale Bonanni circa la necessità di privilegiare, in una fase di così drammatica incertezza per le sorti del Paese, la via del dialogo, del confronto, della comune assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti politici e sociali. Un’assunzione di responsabilità che non ci rende tuttavia meno esigenti nel rivendicare un diverso equilibrio, nel segno dell’equità, nella distribuzione dei pesi di una manovra così necessaria e urgente.

Roma, 14 agosto 2011

Giovanni Faverin                                                    Francesco Scrima

Segretario Generale Cisl FP                      Segretario Generale Cisl Scuola

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