18enne aversano arrestato con la “sposa” marocchina.
In carcere anche il padre del giovane ed un presunto mediatore
Secondo gli inquirenti era un matrimonio fittizio quello tra Umberto Piccolo, operaio 18enne nato ad Aversa e residente a Torino, e Khadija una donna marocchina di 33 anni , tanto che durante le loro nozze che si stavano svolgendo al comune di Trofarello (Torino) è stato compiuto un vero e proprio blitz per bloccare tutto. Mancavano solo le firme dei testimoni quando i carabinieri hanno fatto irruzione nel corso del rito civile: i militari hanno arrestato gli sposi, il padre del ragazzo ed un presunto mediatore, un marocchino di 47 anni, residente a Torino. Secondo gli inquirenti il matrimonio serviva solo per far prendere il permesso di soggiorno alla donna. Stando a quanto filtra da indiscrezioni, già prima del matrimonio il sindaco del paese, insospettito, aveva segnalato alle autorità la necessità di compiere delle verifiche. La donna risultava espulsa dall’Italia dal 16 marzo 2005, quindi nella speranza di regolarizzarsi, tramite un’amica che le avrebbe presentato il mediatore avrebbe conosciuto il “fidanzato” italiano, un servizio che le sarebbe costato 8mila euro: 2mila per la pratiche in Comune, mille per l’affissione della pubblicazione di matrimonio, 5mila per a cerimonia. Soldi che, secondo le accuse, il mediatore avrebbe diviso con il padre dello sposo, Antonio Piccolo, 39enne disoccupato.