Il Tribunale del riesame di Reggio Emilia ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata da Mario Illuminato, arrestato per l’omicidio di Raffaele Guarino (nella foto), ucciso nella notte tra il 28 ed il 29 ottobre scorso nella sua abitazione di Medesano (Parma). Illuminato, cognato della vittima, è stato arrestato dopo che gli inquirenti gli hanno trovato un Rolex che era di Guarino. Illuminato finora si è
avvalso della facoltà di non rispondere ed è assistito dall’avvocato napoletano Domenico De Rosa, dopo che il precedente legale Francesco Mattioli ha rinunciato all’incarico. Illuminato è il fratello di un altro affiliato alla camorra che fu trovato ucciso da un’overdose nel 2003 nel Bolognese. ll cadavere fu scoperto in una piazzola di sosta a Casalecchio di Reno (Bologna) nel bagagliaio di un’auto a La vedova, cognata di Illuminato, abita vicino alla casa in cui fu ucciso Guarino. L’attuale arrestato già in passato fu perseguito per una storia di presunto favoreggiamento, nei confronti di due esponenti del Clan camorristico dei Cesarano che frequentavano anche loro Medesano: nel gennaio del 2006, le forze dell’ordine scoprirono che si nascondevano lì elementi ritenuti vicini a Ferdinando Cesarano, detto “Nanduccio ‘e’ Ponte perisca”, boss influente nella zona tra Pompei e Scafati (Salerno). Guarino fu ucciso con due colpi esplosi al volto con una pistola calibro 7,65, era originario del quartiere napoletano di Barra ed era finito, secondo alcuni pentiti, nel mirino del clan Aprea per aver tentato di scindersi da quel sodalizio criminale, poi ci sarebbe stata la mediazione di un altro boss che gli avrebbe salvato la vita, quest’ultimo che avrebbe mediato per sospendere la condanna a morte di Guarino, si chiamava Giacomo Alberto e caso strano è deceduto pochi giorni prima dell’omicidio dello stesso Guarino. sp

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