Ottantasei ordinanze cautelari emesse, ma non tutte eseguite solo cinque i latitanti, beni sequestrati per un valore complessivo di 60 milioni di euro: 65 aziende, 210 immobili, 160 autovetture, 18 partecipazioni societarie, 590 conti correnti e libretti bancari. E’ questo il bilancio dell’operazione “Pandora”, che ha portato a decimare i Clan Gallo, Limelli e Vangone, operanti nell’area
vesuviana, in particolare nei territori dei comuni Boscotrecase, Boscoreale e Torre Annunziata. Secondo le accuse contestate dal Procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, i clan riciclavano i proventi del traffico di droga e delle estorsioni. In carcere è finito anche uno psichiatra di fama Adolfo Ferraro, 59 anni, direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, accusato di aver compiuto una perizia compiacente per agevolare il boss Giuseppe Gallo. Nei giorni scorsi è stato eseguito un ultimo sequestro di beni anche in provincia di Modena, a Carpi, dove è stato sequestrato un negozio di fiori gestito da due persone originarie di Torre del Greco.